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Indulto e amnistia tra smentite e conferme e orientamento partiti, politici e Ministri vari schieramenti. Novità settimana

Papa Francesco ha invocato un provvedimento di amnistia generale riscuotendo poco entusiasmo nelle file del governo Renzi. Pannella entusiasta.




Quella appena trascorsa è stata la settimana della proposta di amnistia lanciata da Papa Francesco. Un atto di clemenza generalizzato che ha raccolto pareri contrastanti. C'è chi, soprattutto tra i Radicali e una parte del Partito Democratico, ha colto l'occasione per invocare un'accelerazione dell'iter dei disegni di legge che da tempo sono fermi nelle commissioni competenti di Camera e Senato. Decisamente meno entusiasta Andrea Orlando, ministro della Giustizia, secondo cui la questione della concessione dei provvedimenti di amnistia e indulto si pone in relazione al sovraffollamento delle carceri, ma questo problema, ha argomentato "è stato ora risolto".

A suo dire occorre "riflettere su come si cambia strutturalmente la pena perché sia l'occasione per ripartire". Ancora più netta la posizione di Angelino Alfano, ministro dell'Interno, che alza le barricate rispetto allo scenario prospettato dal pontefice: "Il Santo Padre fa il pastore di anime, io come ministro dell'Interno non posso non ricordare che dietro ogni condannato c'è almeno una vittima a cui lo Stato deve rispetto". Insomma, nessuna clemenza all'orizzonte: "Dobbiamo fare in modo che le carceri siano luoghi di rieducazione ma chi è condannato resti in carcere fino all'ultimo giorno. E se i posti non bastano ne costruiamo di altri".

E Marco Pannella, leader dei Radicali, come ha accolto la notizia dell'annuncio del capo della chiesa cattolica? Le sue sono state parole di entusiasmo: "Evviva Papa Francesco. Stavo per chiederti sii coraggioso, ma avevo un po' di pudore. Speravo che arrivasse, è arrivata, e quindi chiederò nelle dovute formule di essere ricevuto dal Segretario di Stato Vaticano per rendere grazie". Allo stato sono stati depositati quattro disegni di legge, i cui primi firmatari sono rispettivamente Manconi, Compagna e Manconi, Barani e Buemi, ma fino a questo momento il tentativo avviato circa un anno e mezzo fa di giungere a un unico testo base, si è rivelato infruttuoso.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il