BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Novità pensioni ancora fattibili con Legge Renzi-Boeri ibrida seppur ultime notizie negative. Sarà scontro con Parlamento

Nuova proposta della Cisl insieme a legge ibrida Renzi-Boeri per modificare l’attuale legge pensioni: mancano, però, i dettagli. Cosa fare?




Le novità pensioni di questa nuova settimana, ancora conclusasi con tante parole e annunci ma nulla di fatto reale, arriva dai sindacati. La Cisl ha infatti presentato una proposta di legge popolare per pensionati e lavoratori dipendenti basta su diversi punti: dall’erogazione del bonus fiscale di 1000 euro per pensionati, lavoratori dipendenti e autonomi, e giovani collaboratori, al nuovo assegno familiare per il sostegno alle famiglie, al’abolizione delle tasse sulla prima casa, ad un’imposta progressiva sulla grande ricchezza.

La segretaria della Cisl, Annamaria Furlan, ha spiegato che l’obiettivo della nuova proposta è ridurre la pressione fiscale sui contribuenti, con l’estensione del bonus di 80 euro anche ai pensionati, ai lavoratori autonomi e agli incapienti, in misura piena se il reddito complessivo non supera i 40.000 euro e in misura ridotta se il reddito complessivo è superiore a 40.000 euro ma non a 50.000 euro; rivedere il comparto della previdenza, rendendolo più equo e sostenibile e cercando di sostenere nuove possibilità occupazionali per i più giovani.

Questa nuova proposta è arrivata dopo la legge ibrida Renzi-Boeri, combinazione dei meccanismi di uscita anticipata con quota 100, mini pensione e contributivo, per andare in pensione a 62 anni accettando una decurtazione del 3% sull’assegno, per ogni anno di anticipo rispetto alla soglia di pensionamento fissata dalle attuali norme previdenziali. La penalizzazione arriverebbe ad un massimo del 12%, se si decide di lasciare a 62 anni, ma si tratta di un taglio che verrebbe in parte alleggerito da un prestito erogato dallo Stato.

Si tratta di quella mini pensione che il lavoratore dovrà restituire con piccole decurtazioni mensili sulla pensione finale, quando avrà maturato i normali requisiti di accesso alla pensione. Il calcolo dell’assegno sarebbe calcolato sul montante contributivo effettivamente versato da ciascun lavoratore. La nuova proposta dalla Cisl e la legge ibrida seguono le ipotesi di modifica delle pensioni già in discussione avanzate dai diversi partiti politici.

Pd, Lega, M5S, Forza Italia continuano, infatti, a ‘battersi’ per novità alle pensioni attuali, fra l’assegno universale per tutti del M5S, ma che l’Inps vuole destinare solo agli over 55 che perdono il lavoro e non possono andare ancora in pensione; l’aumento a mille euro per le pensioni minime di Forza Italia; la proroga del contributivo donna, chiesta sia da M5S che da Lega (fino al 31 dicembre 2018), sia rilanciata dalla Gnecchi del Pd; e uscita a 41 anni per tutti indipendentemente dall’età anagrafica e senza penalizzazioni, insieme a quota 100, appoggiata anche dal Parlamento e dai sindacati, mini pensione e contributivo.

Dei piani presentati, tuttavia, tutti mancano di dettagli, nessuna novità ufficiale è ancora arrivata dai Ministeri di Lavoro ed Economia, nonostante le attese, e per proseguire concretamente sulla strada di una riforma della legge pensioni attuale è, invece, necessario definire piani precisi e puntuali di intervento. Ma forse servirà ancora troppo tempo per farlo e dovremo aspettare ancora il prossimo 2016, anno in cui, tra l’altro, i requisiti di accesso alla pensione diventeranno ancora più restrittivi, visto che per lasciare il lavoro non basteranno più i 66 anni e tre mesi ma serviranno 66 anni e 4 mesi, per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vista Istat.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il