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Pensioni ultime notizie e novità con rilancio legge ibrida Renzi-Boeri accanto a part time, contributivo e piano famiglia

Assegno universale e part time di nuovo alla ribalta per novità pensioni insieme a legge ibrida e altri piani già noti: le ultime notizie




AGGIORNAMENTO: Si continua a lavorare dopo le varie conferme e smentite sulle novità per le pensioni date da Renzi ieri e dai suoi Ministri e politici di riferimento come abbiamo riportato in questo articolo. Rimangono valide soprattutto le idee di lavoro riportate qui sotto.

Si torna a parlare di assegno universale e part time tra le novità pensioni al termine di una settimana appena conclusasi ricca di nuovi appuntanti e annunci ma povera, come ormai da sempre, di decisioni concrete e definitive. Nell’attesa di risolvere casi, ormai diventati sociali, come quelli di quota 96 della scuola e dei lavoratori cosiddetti quindicenni, le ultime notizie previdenziali riguardano nuove ipotesi di lavoro che potrebbero essere portate avanti nel corso delle prossime settimane o dei prossimi mesi. E’, infatti, tornato alla ribalta l’assegno universale, ma limitato per pochi, con il piano famiglia; ma anche il part time, rilanciato dal ministro del Lavoro ma che deve essere rivisto per non essere di nuovo escluso dalle modifiche al vaglio per rivedere le pensioni attuali.

Partendo dall’assegno universale, in settimana, il presidente dell’Inps Boeri ha rilanciato la necessità di intervenire sulle pensioni, muovendosi però da iniziali misure per contrastare la povertà sostenendo le persone che si ritrovano in condizioni precarie a seguito della perdita del lavoro ma che non possono ancora andare in pensione perché ben lontani dai requisiti pensionistici necessari.  

Boeri ha quindi proposto al governo di introdurre l’assegno universale per gli over 55 anni e per le loro famiglie, ma a determinate condizioni, “una serie di doveri e su cui ci sarà un controllo stringente e costante da parte di un’amministrazione indipendente dal potere politico locale”. Boeri ha, inoltre, precisato che nel calcolo si terrà conto dei redditi delle famiglie compreso il loro patrimonio, per avere un quadro reale della reale condizione di vita precaria di coloro che dovrebbero riceverlo.

Insieme all’assegno universale, il ministro del Lavoro ha, invece, rilanciato il part time, che potrebbe essere per il ministro la soluzione migliore. No, dunque, alla quota 100, voluta da Parlamento, sindacati e minoranza Pd; no al contributivo proposto dal presidente dell’Inps Boeri; e alla legge cosiddetta ibrida Renzi-Boeri, che combina le regole dei meccanismi di quota 100, mini pensione e contributivo, ma che potrebbe essere appoggiata dal ministro dell’Economia Padoan, perchè a costo zero per lo Stato.  

E’ tuttavia necessario definire i contorni di questo sistema di part time perché altrimenti potrebbe essere di nuovo allontanato come ipotesi di lavoro perché poco vantaggioso. Il motivo? Così come modulato oggi, il part time prevede la possibilità per il lavoratore di passare da impiego full time a impiego part time con riduzione dell’orario di lavoro e conseguente riduzione dello stipendio. A questa riduzione del salario, però, si aggiunge anche il fatto che, esattamente come fanno già i lavoratori autonomi, il lavoratore che passa al part time dovrebbe anche continuare a pagarsi da solo i contributi previdenziali restanti fino alla pensione, cosa che chiaramente non sarebbe conveniente, bloccherebbe ancora a lavoro i lavoratori più anziani e fermerebbe quel turn over lavorativo possibile solo con le assunzioni di nuovi giovani.


In realtà, entrambe sono solo ancora delle ipotesi su cui si lavora, insieme alla legge ibrida Renzi-Boeri, indicata a fine agosto, che prevede la possibilità di andare in pensione a 62 anni con 35 anni di contributi e una decurtazione del 3%, per ogni anno di anticipo rispetto alla soglia di pensionamento attuale, taglio che verrebbe in parte alleggerito da un prestito erogato dallo Stato, secondo il sistema della mini pensione, ma che il lavoratore dovrà poi restituire, con piccole decurtazioni mensili sull’assegno finale, una volta raggiunti i normali requisiti e riceverebbe una pensione finale calcolata esclusivamente sul montante contributivo versato da ciascun lavoratore; quota 100, sostenuta da sindacati e Parlamento; ricalcolo contributivo, sostenuto da Renzi e Boeri ma cui potrebbe aprire anche Padoan.

Tutto, dunque, e ancora molto vago e confuso tutto e tra le ipotesi di lavoro spunta anche quella di intervenire con un minimo intervento, che potrebbe essere l’approvazione della proroga del contributivo donna, il cui primo voto arriverà mercoledì 9 settembre, o approvare l’assegno universale, molto limitato, senza prevede nulla nella prossima Manovra. Ma queste restano al momento solo ipotesi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il