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Pensioni ultime notizie confermati differenti piani Renzi, Ministri, Partiti ancora con tempistiche diverse (AGGIORNATO)

Il dibattito politico sulla questione previdenziale si porta avanti orma da tantissimo tempo: nessuna novità in prossima Manovra però




AGGIORNAMENTO: Interessanti novità da più parti spiegano le differenti tempistiche sulle modifiche per le pensioni che il Governo Renzi continua a ponderare con diversi piani allo studio. Lo abbiamo visto in questo articolo

Il dibattito politico sulla questione previdenziale si porta avanti orma da tantissimo tempo, le novità, tuttavia, continuano ad essere nulle nonostante siano state presentate nel corso dei mesi diverse proposte di modifica e ddl. E le ultime notizie confermano solo indicazioni negative. Il 20 settembre deve essere presentato il Def, Documento di Economia e Finanza che pone le basi per la definizione delle misure della Manovra Finanziaria, con numeri rivisti e il 15 ottobre la Manovra. In base alle risorse che il Def stabilirà si capirà come lavorare effettivamente partendo dalle misure obbligatorie che devono essere messe in atto.

Le prime notizie sul Def, però, riportano che difficilmente saranno disponibili quelle risorse economiche necessarie per intervenire sulle pensioni. Al momento, infatti, sarebbe disponibile un solo miliardo per modificare l’attuale legge, ma sarebbe troppo poco. Altro indizio che ha fatto capire che difficilmente nella Manovra di ottobre ci saranno misure sulle pensioni è che né il premier Renzi né il ministro dell’Economia Padoan ne hanno parlato in queste ultime settimane.  

Dopo le ultime aperture dello scorso luglio da parte di entrambi, infatti, per modificare le pensioni, ultimamente nessuno dei due ha più fatto riferimenti alla questione e questo non lascia ben prevedere su eventuali novità positive. Dovrebbe, dunque, slittare ancora una volta il piano di intervento flessibile sulle pensioni, probabilmente al prossimo anno ed esattamente come accaduto l’anno scorso, dopo tanto parlare, non ci sarà nulla sulle pensioni. Eppure vi sarebbero questioni urgenti da risolvere.

La prima è quella del caso dei lavoratori precoci, coloro che hanno cominciato a lavorare in giovanissima età e già hanno versato più di 40 anni di contributi. L’attuale legge ha fortemente penalizzato questi lavoratori che, fino a dicembre 2017, le donne possono andare possono andare in pensione con 41 anni e 10 mesi di contributi, e gli uomini con 42 anni e 10 mesi, e chiedono che il limite venga abbassato a 41 anni di contributi, ma senza che vengano applicate le penalizzazioni sugli assegni finali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il