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Pensioni ultime notizie contrapposizione tra Renzi e Camera, Commissioni decisa che spingono piani Lega, minoranza, Pd, M5S, Fi

E’ ancora scontro aperto tra governo Renzi, Ministeri, minoranza Pd e gli altri partiti di Lega, Forza Italia e M5S: le ultime notizie




AGGIORNAMENTO: Si cerca di evitare lo scontro che appare inevitabile come riportato nell'articolo sottostante tra Governo Renzi e e Parlamento, come abbiamo visto in questo articolo

E’ ancora scontro, potremmo dire anche aperto, tra governo Renzi, Ministeri, minoranza Pd e gli altri partiti di Lega, Forza Italia e M5S sulla questione pensioni. Le novità sono diverse, le posizioni anche e in questo quadro di grande confusione, al centro, si colloca anche l’Inps che, guidato dal presidente Boeri ha messo in atto finora diversi atti concreti, iniziando quel processo di cambiamento del sistema previdenziale italiano necessario per renderlo nuovamente sostenibile ed equo per tutti, è favorevole ad interventi come contributivo e ricalcolo pensione, ma dice no al piano di quota 100, perché troppo costoso. Lo stesso Boeri, presentando il suo piano pensioni a luglio, ha dichiarato infatti che per la quota 100 servirebbero circa 10,6 miliardi fino al 2019.

I partiti, tuttavia, si oppongono al ricalcolo contributivo, la minoranza Pd rilancia proprio sulla quota 100, avanzata da Cesare Damiano, e sostenuta anche dai partiti e dalla Lega che, insieme alla proroga del contributivo donna anche oltre il 2015, ha chiesto anche soluzioni per i cosiddetti lavoratori quindicenni, mentre alcuni onorevoli del Pd, Gnecchi in testa, hanno chiesto la possibilità di uscita con quota 41 per precoci e usuranti; Forza Italia invece, lontana dal prepensionamento come modifica essenziale per le pensioni, punta soprattutto a quell’aumento delle pensioni minime, a mille euro, annunciata anche da Renzi, ma poi abbandonata. Il premier Renzi sarebbe, invece, favorevole al contributivo ma nelle sue intenzioni c’è probabilmente ormai l’idea di iniziare a cambiare le pensioni con interventi negativi.

E’ vero, infatti, che dalle idee Renzi, insieme a Boeri, qualche settimana è stata avanzata la nuova legge ibrida Renzi-Boeri, sintesi dei meccanismi di uscita anticipata con quota 100, mini pensione e contributivo, di possibilità di pensione a 62 anni con 35 anni di contributi e una decurtazione del 3%, per ogni anno di anticipo rispetto alla soglia di pensionamento fissata dalle attuali norme previdenziali, un taglio che verrebbe in parte alleggerito da un prestito erogato dallo Stato, mini pensione, che il lavoratore dovrà restituire con piccole decurtazioni mensili sull’assegno finale, quando avrà maturato i normali requisiti e il calcolo della pensione sarebbe calcolato sul montante contributivo effettivamente versato da ciascun lavoratore, ma è stato lo stesso Renzi qualche giorno fa a volgere le sue attenzioni verso altri piani di intervento.

E tra le priorità da attuare ha parlato di piano famiglia, di taglio tasse, a partire da quelle sulla casa su cui continua ad essere fermo nonostante le opposizioni di Bankitalia, Corte dei Conti e Ue, della necessità di recuperare ingenti risorse per la prossima Manovra Finanziaria di ottobre. L’intenzione di Renzi era inserire piano famiglie e taglio tasse nel decreto welfare e realizzare modifiche pensionistiche insieme al presidente dell’Inps Boeri, a partire dal contributivo ma ora sono diversi gli ostacoli che si ritrova a dover superare, dalle diverse posizioni dei partiti politici, per arrivare allo stesso Pd che non è favorevole al contributivo, ai margini sempre più stretti di manovra.

E se Bankitalia, Corte dei Conti e Ue continuassero a dire no al taglio Tasi e Imu, che avrebbe un costo intorno ai 5-6 miliardi, questi soldi potrebbero essere utilizzati per le pensioni, senza dimenticare che a queste risorse si aggiungerebbero anche i ricavi delle penalizzazioni che deriverebbero dai piani di prepensionamento, come quota 100 e che potrebbero costare intorno agli 8 miliardi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il