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Pensioni ultime notizie Renzi deve affrontare regole in vigore dall'anno prossimo subito seppur posticipa quota 100, mini pensione

Se non sarà possibile intervenire sull’attuale legge previdenziale l’alternativa sarebbe bloccare le norme previste per il 2016: le ultime notizie




Alla luce delle ultime novità sulle pensioni che lasciano chiaramente intendere che al momento non si farà nulla per modificare l’attuale legge pensionistica e che discussioni su piani come quota 100, contributivo, mini pensione e assegno universale saranno rimandate, l’alternativa è intervenire bloccando le regole attuali. Per effetto dell'adeguamento alla speranza di vita Istat, infatti, da gennaio 2016 l'età pensionabile dovrebbe salire ancora, passando dagli attuali 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi, rendendo, dunque ancora più rigidi i requisiti richiesti attualmente.

Intervenire anche in questo senso potrebbe, però, essere piuttosto difficile: non è infatti semplice pensare di bloccare le norme in vigore, ben studiate e definite, e se si potesse intervenire probabilmente lo si farebbe esclusivamente per determinate categorie di persone, quelle forse più penalizzate dalla legge attuale. E potrebbe essere questa una soluzione se al termine dalla riunione in programma per mercoledì 9 settembre in Commissione non si riuscisse a chiudere la partita sui lavoratori quindicenni, precoci e usuranti.

Intanto, potrebbe rientrare nel decreto previdenza, ormai atteso per inizio 2016, la nuova legge ibrida Renzi-Boeri, che è stata presentata come una combinazione di piani di quota 100, contributivo e mini pensione, capace fondamentalmente di mettere d’accordo tutte le varie proposte avanzate dai diversi partiti.

Punto di partenza è la possibilità di andare in pensione prima, a 63 anni, accettando però una riduzione dell’assegno finale del 3% per ogni anno di mancata contribuzione. Il taglio, però, potrebbe essere accompagnato dalla mini pensione, con un anticipo per i lavoratori che dovrebbe essere poi restituito una volta maturati i normali requisiti pensionistici e la pensione finale verrebbe calcolata sul montante contributivo accumulato dal lavoratore nel corso della sua vita lavorativa. Nello stesso decreto previdenza potrebbe rientrare anche l'assegno universale, seppur sempre limitato.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il