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Ultime notizie pensioni anticipate Renzi: cosa prevede nuova strategia per tutti e contributivo donna, quindicenni

Novità pensioni quasi certamente ancora prorogate e a rischio anche proroga del contributivo donna e soluzione per lavoratori quindicenni: le ultime notizie




Il premier Renzi, che solo lo scorso luglio, in occasione della Festa dell’Unità di Roma aveva annunciato la disponibilità a novità pensioni tra aumenti delle pensioni minime e piani per concedere maggiore flessibilità in uscita a tutti i lavoratori, sembra avere ora altre intenzioni. Secondo, infatti, le ultime notizie, la sua strategia di lavoro potrebbe essere cambiata. Dopo essersi reso promotore, nelle scorse settimane, insieme al presidente dell’Inps Boeri, di una nuova legge ibrida mix di piani di quota 100, contributivo e mini pensione, nei suoi ultimi interventi non ha fatto alcun riferimento alle pensioni e ha annunciato nuovi piani di lavoro tra taglio tasse e piano famiglie.

Si tratta di misure che potrebbero rientrare nel decreto welfare, per poi realizzare interventi sulle pensioni. al momento per riuscire a cambiare l’attuale legge bisognerebbe superare diversi problemi, dal teso clima politico non solo tra i vari partiti ma anche all’interno del Pd stesso, al compromesso sugli interventi da attuare, considerando le diverse proposte avanzate da forze politiche, sociali e studiosi. In questo quadro, dunque, Renzi potrebbe partire da un intervento minimo per le famiglie, che verrebbe a costare circa 15 miliardi, ma potrebbe anche essere fatto con 3-4 miliardi solo per i più indigenti, e inserire tutti gli altri interventi sulle pensioni nel decreto previdenza dopo la Manovra Finanziaria.

In questo decreto previdenza dovrebbero rientrare assegno universale per gli over 55 e legge ibrida per permettere, finalmente, ai lavoratori di andare in pensione prima con penalizzazioni del 3% sull’assegno in base all’anno di anticipo in cui si decide di lasciare il lavoro, ma ricevendo una mini pensione che alleggerirebbe i tagli nell’immediato ma che dovrebbe essere restituito dal lavoratore una volta raggiunti i normali requisiti. La pensione finale si calcolerebbe sulla base di contributi versati durante la propria vita lavorativa.

E se le novità pensioni sembrano ormai essere state ancora rimandare, a rischio sarebbero anche le soluzioni per i lavoratori quindicenni e la proroga del contributivo donna. Mercoledì prossimo, 9 settembre, la Commissione Lavoro si riunisce per il voto alla proroga sul contributivo donna e permettere, dunque, ancora alle lavoratrici di andare in pensione prima, a 57 anni le statali e a58 le autonome, a condizione di accettare il calcolo della propria pensione finale esclusivamente con sistema contributivo, dunque un assegno ridotto, di circa il 25-30%, rispetto a quello che percepirebbero con il più conveniente retributivo.

Se fino a qualche tempo fa questa proroga sono è stata sempre bloccata dai tecnici del Tesoro, il Ministero del Lavoro ha invece spiegato che le risorse sono disponibili e, prima del Ministero del Lavoro, era stata già la senatrice del Pd Manassero a spiegare che per approvare la proroga potrebbero essere impiegati quei 976 milioni rimanenti del miliardo e 684 milioni stanziati nel 2004. Ma è tutto ancora in forse, così come lo è la questione dei lavoratori quindicenni, precoci e usuranti, e dei quota 96 della scuola. Nessuna indicazione certa in quest’ultimo caso, mentre per il pensionamento dei precoci e degli usuranti, impossibilitati a raggiungere i requisiti pensionistici attuali o perché hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimi o perché svolgono mansioni, fisiche e mentali, particolarmente pesanti, la proposta è quella di permettere a queste categorie di persone l’uscita con 41 anni di contributi ma senza penalizzazioni e indipendentemente dall’età anagrafica.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il