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Pensioni ultime notizie con passaggi differenti contributivo uomini o precoci e usuranti se passa contributivo donna, quindicenni

Mercoledì voto su proroga del contributivo donna: come e quando potrebbe diventare ufficiale? Quali possibilità di estensione del regime anche agli uomini? Le novità




Mercoledì 9 settembre la Commissione Lavoro si riunisce per il primo voto sulla proroga del contributivo donna, ma anche per discutere di questione dei lavoratori cosiddetti quindicenni, precoci e usuranti, e del caso dei quota 96 della scuola. Si tratta di questioni bloccate dai tecnici del Ministero delle Finanze a causa di problemi economici dell’Italia e mancanza di fondi. Partendo dalla proroga del contributivo donna, il 9 settembre Inps, Mef e Ragioneria di Stato si riuniranno per rivedere il caso, soprattutto in riferimento alla richiesta di correzione della circolare restrittiva dell'Inps, che riduce il tempo di richiesta di uscita anticipata con questo regime sperimentale per le donne, cancellando quindi l'aspettativa di vita prevista per il raggiungimento del diritto alla pensione anticipata.

Nonostante i rischi di un nuovo blocco da parte dei tecnici del Tesoro, il Ministero del Lavoro ha chiaramente reso noto che sono disponibili le risorse economiche necessarie. Dalle risorse stanziate nel 2008, pari a 1 miliardo 684 milioni di euro, infatti, sono stati spesi solo 708 milioni, per cui significa che restano ben 976 milioni da impiegare ancora.

Se l’approvazione di questo sistema passasse attraverso vie alternative, che possono essere Parlamento, tribunali o Consulta perchè evitare disparità, visto che Commissione da sola e INPS non possono riuscirci, potrebbe tornare in ballo anche l’idea di estendere il regime del contributivo donna anche agli uomini considerando che si tratta anche di un regime che prevede penalizzazioni particolarmente forti e che quindi potrebbe essere esteso agli uomini, almeno precoci e usuranti, portando anche notevoli benefici in termini di risparmi.  

Il prossimo 9 settembre si attendono novità sui quota 96, 4mila lavoratori della scuola tra docenti e personale Ata che, pur avendo maturato i loro requisiti di pensionamento, sono ancora costretti a lavorare un errore di formulazione dell’attuale legge, decisamente difficile da correggere. E c’è poi la questione dei lavoratori cosiddetti quindicenni, cioè coloro che hanno raggiunto i quindici anni di contributi entro il 31 dicembre 1992 e per cui è stata più volte chiesta una deroga alla legge previdenziale attuale, riproposta in occasione dei lavori sulla settima salvaguardia.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il