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Pensioni ultime notizie più fattibile legge ibrida Renzi-Boeri di tutti i piani dopo no contributivo donna e quota 100

Proroga contributivo donna e nuova legge ibrida Renzi-Boeri più fattibili per modifiche pensioni: cosa prevedono e cosa cambierebbe.




AGGIORNAMENTO: Dopo il no al contributivo donna, rimane la legge Renzi-Boeri la più fattile quella stessa legge che è comparsa ad inizio estate ed è un insieme di quota 100, contributivo e mini pensione. Come funziona, per chi, quando e come lo abbiamo visto anche con alcuni nuovi dettagli usciti appena ieri in questo articolo

AGGIORNAMENTO: Il contributivo donna sembrava essere la legge più probabile da realizzare essendo solo una proroga di una norma già in vigore, ma sospesa. A questo punto, dopo che il Tesoro l'ha bloccata prima ancora del voto in Commissione, l'unica legge che sembra fattibile, seppur non nel brevissimo, è quella definita legge Renzi-Boeri, un ibrido tra quota 100, contributivo e mini pensione.

Il governo Renzi continua a lavorare sulla questione previdenziale e sulle eventuali novità da approvare anche se le ultime notizie non prospettano nulla di buono in tal senso nell’immediato. Ma non è una sorpresa: si parla da tempo della possibilità che eventuali modifiche alle pensioni potrebbero essere rimandate, di nuovo, al prossimo anno e bisogna concentrarsi su soluzioni che riescano a mettere tutti d’accordo, cercando di superare le divergenze esistenti tra i diversi partiti politici, all’interno del Pd stesso, tra Ministeri e Inps. Se al momento sembra sempre più lontana la possibilità che venga approvato il sistema di uscita di quota 100, nuove speranze, positive, riguardano la legge ibrida Renzi-Boeri.

Prima il presidente dell’Inps Boeri, poi il Ministero delle Finanze hanno spiegato che al momento la quota 100 non è realizzabile in quanto richiederebbe l’impiego di fondi di cui il governo non dispone. Più possibilità ci sarebbero invece per l’approvazione della proroga del contributivo donna e della nuova legge ibrida Renzi-Boeri.

Questa legge al momento rimane l’unica fattibile, innanzitutto perché è una combinazione dei meccanismi di quota 100, mini pensione e contributivo, e quindi contribuirebbe a superare le divergenze politiche esistenti mettendo tutti d’accordo, e poi perché dovrebbe permettere di andare in pensione a 62 anni con 35 anni di contributi e una decurtazione del 3%, per ogni anno di anticipo rispetto alla soglia attualmente fissata, fino un massimo del 12%,se si decide di lasciare a 62 anni, ma il taglio verrebbe in parte alleggerito da un prestito erogato dallo Stato, secondo il sistema della mini pensione.

Lo Stato cioè eroga al lavoratore un prestito che, una volta raggiunta la normale pensione, il lavoratore stesso dovrà restituire attraverso piccole trattenute mensili sulla pensione finale, da calcolare sul montante contributivo versato da ciascun lavoratore. E’ chiaro, dunque, come in questo caso, non servirebbe l’impiego di ulteriori risorse. Stesso discorso per quanto riguarda la proroga del contributivo donna: se finora, infatti, i tecnici del Tesoro hanno bloccato il rinvio di questo regime per mancanza di risorse economiche, ora il Ministero del Lavoro ha smentito questo problema.

E ha fatto sapere che delle risorse stanziate nel 2008, complessivamente del valore di un miliardo 684 milioni di euro, sono stati spesi solo 708 milioni, per cui i restanti 976 milioni possono ancora essere impiegati e non si tratta di cifre improvvisate considerando che le stesse erano state fornite qualche tempo fa già dalla senatrice del Pd Manassero.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il