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Pensioni ultime notizie compromesso Renzi, Sacconi, Morando con minoranza Pd, Lega, Fi, M5S per evitare scontro Parlamento

Nuove proposte Morando e Sacconi di modifiche pensioni a costo zero compromesso tra le pposizioni dei diversi partiti politici: le ultime notizie




Modificare l’attuale legge pensionistica con novità sostenibili e a costo zero per lo Stato: questa la condizione dichiarata dal viceministro dell’Economia Morando per eventuali interventi sulle pensioni. Morando, che da sempre spiega come non sia possibile al momento mettere in atto quei cambiamenti auspicati sulle pensioni, ha aperto a tale possibilità a condizione che si riescano a definire interventi a costo zero per lo Stato e, quindi, autofinanziati. E le ultime notizie sono indirizzate più o meno tutte su questa strada. A sostenere Morando in questa sua ipotesi  il presidente della Commissione Lavoro in Senato e membro di NCD Sacconi, che ha parlato di una legge universale per tutti, che no  richieda ulteriori fondi, su cui mettersi a lavoro per iniziare a discuterne in Parlamento già a partire dal 2016.

Del resto, diventa sempre più urgente modificare le pensioni e ancor più lo sarà quando dal primo gennaio 2016 i requisiti per accedere alla pensione diventeranno ancora più restrittivi considerando che l’età pensionabile salirà da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi, per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita Istat. Per definire quella legge universale accennata da Sacconi sarà innanzitutto necessario superare la divergenza tra i diversi partiti politici e all’interno dello stesso Pd.

Da mesi, infatti, il clima politico è abbastanza teso e, in riferimento alle pensioni, sono diverse le posizioni e le proposte avanzate da ognuno e su cui ognuno spinge. Il compromesso potrebbe essere la nuova legge Renzi-Boeri , che combina le proposte di modifica finora presentate e che prevede possibilità di lasciare il lavoro a 62, 63 anni, con decurtazioni sull'assegno finale fino ad un massimo del 12%, cioè tagli del 3% per ogni anno di uscita anticipata, fino a 62 anni, sulla base dei contributi versati durante la propria vita lavorativa, riprendendo in parte le penalizzazioni del piano di quota 100 ma percependo la mini pensione per rendere meno pesanti i tagli previsti e il calcolo della pensione finale avverrebbe esclusivamente sulla base dei contributi accumulati durante la propria vita lavorativa.

Questa proposta si porrebbe, come detto, come compromesso tra la richiesta di una minoranza Pd di una completa revisione dell’attuale legge pensionistica, la proposta di Damiano, presidente della Commissione, di uscita con quota 100, data dalla somma di età anagrafica e contributiva, e a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni crescenti in base all’anno di anticipo in cui si decide di lasciare il lavoro; la richiesta della deputata Gnecchi di proroga del contributivo donna, sostenuta anche da Lega e M5S che, anzi, ne chiedono il rinvio anche oltre il 2015, fino al 2018.

Aumento delle pensioni minime a mille euro è il punto cardine della proposta pensioni di Forza Italia, mentre la Lega, insieme alla proroga del contributivo donna al 31 dicembre 2018, ha presentato anche una richiesta di pensione a 64 anni per i dipendenti pubblici che hanno maturato la quota 96 entro il 31 dicembre 2012.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il