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Pensioni ultime notizie contributivo donna, quindicenni da Renzi e Tesoro con nuovi piani bloccato. Segnale per tutti

Domani, mercoledý 9 settembre, con la novitÓ della discussione sulla proroga del contributivo donna in Commissione Lavoro inizierÓ una vera e propria guerra in Parlamento: ultime notizie e probabile approvazione




AGGIORNAMENTO: Senza neanche far votare la proroga del contributivo donna, il tesoro ha bloccato la Commissione Parlamentare della Camera nel suo primo atto ufficiale oggi per il rientro in vigore del contributivo donna. Grande rabbia e frustazione per i componenti della stessa Commissione e un chiaro indirizzo del Ministero del Tesoro, probabilmente condiviso anche con Renzi che, però, in un primo tempo con Boeri si era detto favorevole al reintegro di tale legge. 

Domani, mercoledì 9 settembre, con la novità della discussione sulla proroga del contributivo donna in Commissione Lavoro inizierà una vera e propria guerra tra Parlamento, premier Renzi e Ministeri che da una parte frenano su modifiche alle pensioni mentre dall’altra i partiti sostengono la necessità di intervenire, soprattutto per non perdere voti, considerando che il tema pensioni rappresenta un tema caldo e decisamente caro ai cittadini. E la prima prova di forza sarà la discussione sul contributivo donna, che proseguirà cercando di inserire nella Manovra Finanziaria di ottobre interventi e modifiche su pensioni che al momento non sono contemplate.

L’esito della discussione di domani sulla proroga del contributivo donna potrebbe essere particolarmente importante e significativo in vista di ulteriori novità pensioni. Vediamo perché. Se la Commissione Lavoro approva la proroga sul contributivo donna, permetterà alle lavoratrici di andare in pensione prima, a 57 anni le statali e a58 le autonome, a condizione che accettino che la propria pensione finale venga esclusivamente calcolata con sistema contributivo, dunque percependo un assegno ridotto, di circa il 25-30%, rispetto a quello che percepirebbero con il più conveniente retributivo.

Se fino a qualche tempo fa questa proroga sono è stata sempre bloccata dai tecnici del Tesoro, il Ministero del Lavoro ha invece spiegato che le risorse sono disponibili e, prima del Ministero del Lavoro, era stata già la senatrice del Pd Manassero a spiegare che per approvare la proroga potrebbero essere impiegati quei 976 milioni rimanenti del miliardo e 684 milioni stanziati nel 2004.

Rinviare questo regime significherebbe applicare la prima reale correzione all’attuale legge pensioni, novità che oltre a rappresentare la chiara intenzione del governo di voler realmente agire, aprirebbe la porta a ulteriori modifiche, risorse economiche permettendo. Lo scontro di cui abbiamo accennato all’inizio nascerà proprio dal dibattito sulla disponibilità di fondi e sul loro eventuale uso, tra chi sostiene determinati interventi sulle pensioni e chi, invece, sembra più orientato a mettere in atto altre misure prioritarie prima di procedere alle novità pensioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il