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Pensioni negativa novità del Tesoro per tutti ancora una volta, riforma tasse, indulto, riforma Senato: novità oggi giovedì

Le novità ad oggi giovedì 10 settembre purtroppo negative su pensioni e riforma del Senato in via di approvazione e questione carceraria ancora da chiudere.




AGGIORNAMENTO: Continuano le novità negative concrete nonostante le tante parole di impegno sul fatto che i lavori continuino. E ieri lo stop del Tesoro su contributivo donna, quindicenni e quota 96 è stato emblematico. In serata, poi, una nota dei Ministeri del Lavoro e dell'Economia ha sottolineato che si cerca una soluzione e che i tecnici sono fortmente al lavoro. Ma, la dichiarazione è da prendere con le molle e, comunque, sarebbe anche in parte negativa perchè si parla di un impegno urgente solo per determinate categorie. Un passo avanti certamente, ma sempre limitato e potenzialmente portatore di diseguaglianze.

AGGIORNAMENTO: Novità davvero negative quelle che arrivano dal contributivo donna che ieri doveva ricevere un primo voto in Commisione Parlamentare e che è stato bloccato dalla Ragioneria di Stato con delle indicazioni che valgono per tutti i piani allo studio e che, quindi, sono negativi per tutti coloro che attendono modifiche. Lo abbiamo visto in questo articolo.

Continuano a susseguirsi ormai da settimane novità, annunci e smentite su nuovi possibili interventi sull’attuale legge pensionistica, mentre le ultime notizie riguardano le diverse novità introdotte dal governo ai cinque decreti attuativi della Riforma Fiscale approvati in secondo esame lo scorso 4 settembre e resta aperto il dibattito sull’approvazione delle misure di indulto e amnistia dopo il recente appello di Papa Francesco.

Pensioni: Continuano a susseguirsi anche oggi giovedì 10 settembre e ormai da settimane annunci e smentite su nuovi possibili interventi sull’attuale legge pensionistica. Occhi puntati sulla discussione che domani, mercoledì 9 settembre, si terrà in Commissione Lavoro sulla proroga del contributivo donna, appuntamento che potrebbe creare scontri tra Parlamento, governo e Ministeri. Se, infatti, da una parte, a causa dei una situazione economica difficile, tutti frenano sulla possibilità di intervenire sull’attuale legge, dall’altra, nessuno rinuncia a rilanciarvi, soprattutto per non perdere voti in vista delle prossime elezioni 2016. Il voto di domani sulla proroga del contributivo donna sarà solo il primo passo verso ulteriori dibattiti che cercheranno di inserire nella Manovra Finanziaria di ottobre modifiche su pensioni che però qualche giorno fa sono state smentite. Si continuerà infatti a discutere di possibili novità in Parlamento, così come tra i diversi partiti politici e nell’Inps stesso. Ma l’esito della discussione di domani sul contributivo donna potrebbe essere importante e significativo di ulteriori novità pensioni, anche se i recenti silenzi di premier Renzi e ministro dell’Economia Padoan, le dichiarazioni del viceministro Morando, secondo cui non si sarebbe fatto nulla per le pensioni nell’immediato, ma poi ha contemplato la possibilità di interventi a costo zero, non fanno ben sperare.  I sindacati, però, non ci stanno e rilanciano sulla richiesta al governo di immediati interventi sulle pensioni e torneranno a chiedere nuovi tavoli di confronti per riproporre la questione e l’urgenza di modifiche. Anche il presidente di Confindustria Squinzi ha spiegato come il problema sia diventato serio e ha rilanciato su possibili modifiche, considerando che modificare le pensioni, abbassando età e contributi, potrebbe portare ad una diminuzione della disoccupazione, aumentando i posti di lavoro per i giovani e anche la produttività.

Riforma Fisco: Sono diverse le novità introdotte dal governo ai cinque decreti attuativi della Riforma Fiscale approvati in secondo esame il 4 settembre: si parte da una maggiore flessibilità sulle cartelle esattoriali a rate, e niente anatocismo sulle somme iscritte a ruolo, alla riduzione dell’aggio Equitalia, alle notifiche tramite Pec a imprese e professionisti, alla verifica quinquennale sugli incentivi fiscali, all’entrata in vigore del nuovo sistema sanzionatorio che prevede la duplice strada delle sanzioni penali e dal 2017 quelle amministrative. I provvedimenti si preparano a tornare in Aula per i necessari pareri prima del via libero definitivo, previsto entro fine settembre, che segnerà la fine dell’attuazione della delega di Riforma fiscale. In particolare, per quanto riguarda la riforma della riscossione, il provvedimento semplifica e rende più equo il sistema della riscossione, riducendo le tariffe Equitalia e prevedendo nuovi vantaggi per i contribuenti. E’ stato anche introdotto il concetto di lieve inadempimento, che non comporta la sospensione della rateazione nel caso di minor versamento fino al 3% della somma, con un limite di 10mila euro. Sale inoltre da 5 a 7 il numero dei giorni che si possono accumulare per un ritardo nel pagamento della rata. Altra modifica riguarda l’aggio Equitalia che scende dall’8 al 6%. Confermate le norme che prevedono, in caso di definizione concordata dell’accertamento, il pagamento in 4 anni (anziché 3 come avviene attualmente), con un minimo di 8 rate e un massimo di 16. Per le somme a ruolo, l’agente della riscossione può concedere dilazioni fino ad un massimo di 72 rate mensili, dietro semplice richiesta del contribuente che dichiari di versare in una situazione di temporanea difficoltà. Per somme superiori a 50mila euro la dilazione può essere concessa solo se viene presentata adeguata documentazione. Previste poi nuove norme anti-evasione, il riordino agenzie, che prevede una riorganizzazione che  punta a unificare le attività di Ispettorato del Lavoro, INPS e INAIL, e novità per quanto riguarda i contenziosi.

Indulto e amnistia: L’appello per l’approvazione della misura di clemenza di amnistia lanciata la settimana scorsa da Papa Francesco ha suscitato diverse reazioni contrastanti nel mondo della politica, scatenando chiaro e tangibile entusiasmo tra i Radicali e una parte del Partito Democratico che da sempre sostengono l’approvazione di indulto e amnistia per cerare di risolvere il problema dell’emergenza carceraria. Decisamente opposta la reazione del ministro della Giustizia Orlando, secondo il quale questi atti di clemenza vanno presi solo in casi di sovraffollamento delle carceri, ma questo problema, a parer suo, al momento è risolto. E’ da tempo che il ministro Orlando continua a ribadire la soluzione di un problema che invece, stando ai numeri recenti, persiste ancora. Dura anche la reazione del ministro Alfano, che continua ad escludere la possibilità di approvare i provvedimenti di amnistia a breve, sostenendo che chi si rende colpevole di un reato debba rimanere in carcere fino al termine di sconto della pena.

Riforma Senato: E' ripresa ieri 7 settembre la discussione in Commissione Affari Costituzionale sull'esame della riforma del Senato. A creare polemiche l'art.2 del dd Boschi, che prevede che i senatori non saranno eletti direttamente dai cittadini, ma saranno scelti nei consigli regionali, misura che contrappone i democratici, con la minoranza dem che chiede di lasciare intatta l'eleggibilità dei senatori, sia l'opposizione compatta. Bersani si augura che sia possibile raggiungere un compromesso sulle riforme tra Renzi e la minoranza del Pd. “Credo sia assolutamente possibile. Non c'è necessità di prove di forza”. Se la riforma passerà, in Senato siederanno in 100 invece dei 315 di oggi, così ripartiti: 74 consiglieri regionali, 21 sindaci, 5 personalità illustri nominate dal presidente della Repubblica. Saranno i Consigli regionali a scegliere i senatori, con metodo proporzionale, fra i propri componenti, e le regioni eleggeranno ciascuna un altro senatore scegliendolo tra i sindaci dei rispettivi territori, per un totale di 21 sindaci che arriveranno in Senato. La ripartizione dei seggi tra le varie Regioni avverrà in proporzione alla loro popolazione ma nessuna Regione potrà avere meno di due senatori. La durata del mandato di questi ultimi sarà di sette anni e non sarà ripetibile.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il