BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie le evre intenzioni Renzi, INPS, Ministeri e forza partiti e Parlamento dopo blocco contributivo donna

Si riunisce oggi, mercoledì 9 settembre, la Commissione Lavoro per tornare a discutere di novità pensioni: sarà prorogato il contributivo donna?




AGGIORNAMENTO: Dopo il blocco del contributivo donna della Ragioneria di Stato senza neppure far votare la proroga (sarebbe stata, comunque, solo la prima fase) della legge attualmente sospesa, è lecito chiedersi quale sia la volontà reale di Renzi che nonostante abbia smentito le novità negative sulle pensioni continua a negare ogni intervento. E così c'è da chiedersi anche della reale forza del Pd e della sua minoranza, ma anche degli altri partiti come Lega, M5S, Fi che non riescono a portare finora a casa un vero risultato.
E' da sottolineare, comunque, che in questo caso sia Renzi che Boeri ( e in parte Padoan) avevano dato aperture sulla proroga del contributivo donna. Forse, ed è anche una speranza, si è deciso di bloccarlo per rivedere tutto il sistema, in una logica di legge universale.

Si riunisce oggi, mercoledì 9 settembre, la Commissione Lavoro per tornare a discutere di questioni previdenziali e l’attesa è soprattutto per novità che potrebbero interessare proroga del contributivo donna e soluzioni per lavoratori quindicenni. Secondo le ultime notizie, qualcosa per chiudere queste partite si potrebbe finalmente fare ma c’è sempre il timore che i tecnici del Ministero delle Finanze blocchino ancora ogni tipo di soluzione, soprattutto a causa della mancanza di fondi e della situazione economica italiana che non sostiene certo la possibilità di intervenire sulle pensioni tanto facilmente.

Eppure, come riportato da Ministero del Lavoro e dalla senatrice del Pd Manassero, le risorse per prorogare il regime sperimentale di uscita dal lavoro per le donne avviato nel 2004, sarebbero disponibili. Della somma stanziata nel 2008, pari a un miliardo 684 milioni di euro, è stato spesa solo una parte, circa 708 milioni, per cui significa che restano ben 976 milioni da impiegare ancora. Non esisterebbe, dunque, quel problema della mancanza di soldi che bloccherebbe il rinvio del contributivo donna. Se approvato, dunque, le lavoratrici potranno ancora andare in pensione prima, fino al 31 dicembre 2015, a 57 anni le dipendenti pubbliche e 58 le autonome, con 35 anni di contributi e a condizione che accettino il calcolo della loro pensione esclusivamente con sistema contributivo.

In questo modo percepirebbero un assegno ridotto, di circa il 25-30%, rispetto a quello che avrebbero con il più vantaggioso sistema retributivo. E si tratta di penalizzazioni che, nel lungo periodo, potrebbero rappresentare un forte risparmio per le casse dello Stato. Ed è questo il motivo per cui qualche settimana fa si è paventata l’ipotesi di estendere questo regime anche agli uomini. E oggi potrebbe essere la giornata anche per tornare a discutere del caso dei quota 96 della scuola, anche se sembra piuttosto difficile che una soluzione venga definita in questa sede.

Se, tuttavia, dovesse essere approvata la proroga del contributivo donna e definite novità per i lavoratori quindicenni, si tratterebbe di un’importante svolta per il governo che dimostrerebbe la reale intenzione di intervenire sulle pensioni. In realtà, l’intenzione di apportare modifiche all’attuale legge c’è ma mancano le condizioni, a partire da quelle economiche per arrivare alla mancanza di un accordo politico, per lavorare così come si vorrebbe, ma dall'incontro di oggi si ptrebbero ben capire i progetti di premier Renzi, Ministri e dei diversi partiti politici, da Pd, a Lega, M5S, FI.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il