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Pensioni ultime notizie leggi allo studio da Renzi, Ministri e Tecnici spiegate con ulteriori indicazioni

Annunci, dichiarazioni, smentite e proposte di ministri e non solo che confermano come sia ancora vivo il lavoro di revisione sulle pensioni: le novità




Le settimane di ripresa dei lavori dopo la pausa estiva si stanno dimostrando decisamente ricche di appuntamenti e novità per il governo, chiamato a decidere in breve tempo sul futuro di diverse riforme, da quella del Senato a quella delle Unioni Civili, a quella della P.A., sulle misure da inserire nella Manovra Finanziaria che sarà presentata entro il 15 ottobre e sulle questioni previdenziali che stanno facendo discutere da tempo. Le ultime notizie tra annunci, conferme, smentite e nuove proposte, seppure contrastanti, confermano che, nonostante non vi siano grandissime possibilità di vedere realizzate modifiche in breve tempo, si continua a lavorare per rivedere l’attuale legge pensionistica.

Mentre il premier Renzi è protagonista di dichiarazioni decisamente opposte sulle intenzioni di agire sulle pensioni e a luglio annunciava aumenti delle pensioni e interventi che garantissero maggiore flessibilità a tutti per un’uscita anticipata, ad agosto il silenzio e qualche giorno è tornato a parlare di necessità di intervenire sulle pensioni dichiarando però che resta da capire come e quando, Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro, continua invece a rilanciare sul suo piano di quota 100, spingendo sempre più il governo a lavorare effettivamente su modifiche pensionistiche soprattutto per rilanciare il mondo del lavoro giovanile e aumentare l’occupazione.

Per Damiano, ma non solo, lavorare in questo senso porterebbe vantaggi in termini di lavoro ma anche di risparmi perché, è vero che inizialmente lo Stato dovrebbe impiegare qualcosina in più, ma è anche vero che si tratta di risorse che verrebbero recuperate dalle penalizzazioni previste da ogni uscita anticipata.
 
E queste dichiarazioni confermano, ancora una volta, che il problema fondi, se esiste davvero, non è poi così grave come si vorrebbe lasciar intendere. Intanto, il sottosegretario Baretta ha confermato che si sta lavorando per una revisione dell’attuale legge pensionistica ma l’esito dei lavori, ha precisato, dipenderà dalla “compatibilità finanziaria. Secondo Baretta, “un eventuale provvedimento in merito se venisse risolto il nodo dei costi può essere in Manovra o in una legge ad hoc o un provvedimento successivo”.

La soluzione di flessibilità per Baretta sarebbe dare la possibilità di uscire prima dei 66 anni con un assegno più basso non per un po’ di tempo ma per tutta la vita, garantendo, allo stesso tempo, risparmi per il bilancio pubblico. Anche il sottosegretario De Micheli ha confermato che il governo è lavoro per affrontare la questione della flessibilità pensionistica per tutti, pur consapevole del fatto che probabilmente ci vorrà un pò per arrivare a soluzioni precise e condivise.

Il presidente dell'Inps, invece, dichiara da sempre la sua disponibilità a voler intervenire sulle pensioni, ha presentato a luglio un suo piano pensioni in 5 punti, ed ora, insieme a al premier Renzi, una legge ibrida che combina quota 100, mini pensione e contributivo ma che, pur mettendo tutti ‘d’accordo, da qualcuno viene criticata proprio per il ricalcolo contributivo.

Boeri è intervenuto proprio per spiegare che il piano pensioni presentato non comporta, in realtà, i tagli così che tanto temono i sindacati. Certo, poi ha anche negato che la novità si baserà sul contributivo ma effettivamente si tratta di una inutile negazione potremmo dire. Sarebbe stato meglio spiegare che il ricalcolo del contributivo come previsto non sarà applicato a tutti e a tutte le pensioni, ma soltanto a coloro che percepiscono pensioni più elevate, risultato, in parte, del vecchio e più vantaggioso sistema retributivo. E sul quella arte di pensione verrebbe applicato un ricalcolo che taglierebbe la pensione del 10-20% al massimo di essa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il