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Pensioni ultime notizie anzianità, donne, vecchiaia, precoci, usuranti. Quali leggi, come e in che tempi sono allo studio reale

I piani di modifica pensioni ancora in ballo per rivedere la legge attuale e per chi valgono: le diverse misure e quando potrebbero essere approvate




Dal primo gennaio 2016 i requisiti per andare in pensione saliranno e si passerà dai 66 anni e tre mesi ai 66 anni e sette mesi, scatto che dipenderà dall’adeguamento all’aspettativa di vita Istat come stabilito dall’attuale legge. Si tratta di un irrigidimento che era previsto e che, proprio per essere bloccato, sta scatenando le discussioni sull’urgenza di novità pensionistiche da attuare. Le ultime notizie confermano che, nonostante l’ancora nulla di fatto, il governo è a lavoro per definire modifiche all’attuale legge, e lo dimostrano conferme e annunci che continuano ad arrivare da ministri e altri autorevoli personalità.

Ciò significa che nonostante siano state deluse in tutti questi mesi le aspettative di quanti attendevano novità a breve e nonostante sembri una presa in giro continuare a parlare senza mai arrivare a nulla di concreto e continuare a presentare proposte che poi cadono puntualmente nel dimenticatoio, in realtà i piani di modifica del sistema pensionistico attuale sono ancora in ballo, a partire dal contributivo donna che, se approvato, in Commissione Lavoro potrebbe avere conseguenze anche su altri piani di intervento pensionistico.

Rappresenterebbe, infatti, una correzione all’attuale legge dando la possibilità alle donne di andare in pensione prima, a 57 anni le statali e a 58 le autonome, con 35 anni di contributi e accettando una pensione ridotta interamente calcolata con sistema contributivo. A modificare le pensioni di anzianità e vecchiaia potrebbe arrivare la nuova legge ibrida Renzi-Boeri a cui si contrappone il piano del Parlamento, che sostiene la quota 100, ma potrebbe esserci anche un’estensione contributivo uomini per non creare disparità.

In questi ultimi casi, però, le tempistiche vanno decisamente verso il decreto previdenza che dovrebbe arrivare dopo la Manovra Finanziaria di ottobre, presumibilmente a inizio 2016 e che, come trapelato dalle notizie dei giorni scorsi, potrebbe contenere assegno universale, limitato, e legge Renzi-Boeri, mix di piani quota 100, contributivo e mini pensione, o verso l’iter parlamentare che sarebbe, però, molto più lungo. A queste proposte si affianca quella proposta da Cesare Damiano di uscita con 41 anni per tutti, indipendentemente dall’età anagrafica, e senza penalizzazioni.

Si tratta di un piano particolarmente conveniente per i lavoratori precoci che hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimi e forse si tratta dell’unica novità al momento in ballo per questa categoria di lavoratori che, insieme agli usuranti, rappresentano certamente le più penalizzate dalle norme in vigore. Ma nei piani del premier Renzi e del presidente dell’Inps Boeri non sembra ci siano soluzioni ad hoc per loro ora. In questo quadro piuttosto confuso ma ben chiaro negli obiettivi, molti vorrebbero che le modifiche più urgenti venissero inserite nella Manovra Finanziaria di ottobre, ma ormai, quasi sicuramente, saranno rimandate dopo la Manovra e in essa potrebbe rientrare solo la rivalutazione delle pensioni imposta dalla sentenza dell’Alta Corte.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il