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Novità e ultime notizie pensioni anticipate: quando e come si procede nei lavori da ultime indicazioni trapelate

Annunci e conferme di lavori ancora in corso per modificare l’attuale legge pensioni nonostante le ultime notizie in merito siano negative: le novità




Le novità pensioni di questi ultimi giorni, nonostante le deludenti notizie che non lasciano intravedere alcun cambiamenti reale nell’immediato, confermano in realtà che sono al vaglio del governo ancora. Se, dopo l’intervento alla Festa dell’Unità di Roma in cui Renzi annunciava novità pensioni per aumenti delle pensioni minime e maggiore flessibilità in uscita per tutti, le ultime settimane sono state di totale silenzio da parte del premier sulle pensioni, qualche giorno fa è tornato a parlarne ribadendo che sono allo studio interventi, che c’è la volontà del governo di modificare l’attuale legge ma che devono ancora essere definite tempi e modalità di intervento.

Bisogna, dunque, ancora capire come lavorare, quale sistema privilegiare rispetto ad altri, valutandone la convenienza tanto per i lavoratori quanto per i risparmi dello Stato, e mentre il presidente dell’Inps Boeri ha bocciato la quota 100, Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro, continua invece a rilanciare sul suo piano, sostenuto da sindacati e Parlamento.

Secondo Damano, l’essenziale è riuscire ad agire concretamente con modifiche pensionistiche che porterebbero vantaggi non solo in termini di maggiore flessibilità ma anche in termini occupazionali, perché permetterebbero il rilancio dell’occupazione giovanile.

Nonostante poi il viceministro Morando, che da sempre ribadisce come non siano al vaglio del governo interventi sulle pensioni, abbia aperto a interventi purchè a costo zero per lo Stato ed autofinanziati, il sottosegretario Baretta ha, invece, confermato che si sta lavorando per una revisione dell’attuale legge pensionistica, sottolineando che molto dipenderà dalla “compatibilità finanziaria. Per Baretta la soluzione ideale sarebbe dare la possibilità di uscire prima dei 66 anni con un assegno più basso non per un po’ di tempo ma per tutta la vita, garantendo, allo stesso tempo, risparmi per il bilancio pubblico.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il