Pensioni ultime notizie dichiarazioni Renzi, Tecnici, politici,Ministeri si analizzano tuttora mini pensioni, quota 100.Le ragioni

Non ci sarà nessuna novità di quota 100, mini pensione, contributivo o assegno universale imminente ma Renzi continua a ribadire impegno del governo sulle pensioni: le ultime notizie

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Non ci sarà nessuna novità di quota 100, mini pensione, contributivo o assegno universale nella prossima Manovra Finanziaria, come trapela dalle ultime notizie al momento, eppure premier Renzi e diversi ministri, ma anche altri autorevoli esponenti del governo confermano che si è ancora a lavoro per intervenire e rivedere l’attuale legge pensionistica. L’obiettivo resta sempre quello di modificare i requisiti di accesso alla pensione, che dal primo gennaio 2016 diventeranno ancor più stringenti, visto che l’età pensionabile passerà da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi, ma si tratta di un traguardo non semplice da raggiungere.

E i tempi di discussione della questione lo confermano. Sono tempi dilatati da annunci e successive smentite, dichiarazioni e silenzi che rendono la situazione confusa e tra i primi a dare conferme e fare poi passi indietro c’è proprio Renzi che, dopo aver parlato di modifiche necessarie alle pensioni in occasione della Festa dell’Unità di luglio tenutosi a Roma, è tornato a rimanere in silenzio sulla questione fino a qualche giorno fa quando ha nuovamente ribadito che qualcosa sulle pensioni si farà anche se resta da definire cosa precisamente, quando e per chi.

L’intenzione comunque c’è. Resta da capire essenzialmente se ci saranno risorse economiche a disposizione e da poter utilizzare, cosa che si potrebbe capire dopo la definizione delle misure ufficiali della prossima Manovra di ottobre, e solo allora Renzi potrà sbilanciarsi. Uno dei motivi per cui continua a dire infatti che si continua a lavorare sulle pensioni è perché la volontà di rendere la legge attuale più flessibile c’è, i piani per intervenire anche, ma manca una disponibilità di fondi da valutare appena possibile. E a confermare lavori in corso anche Maurizio Sacconi, presidente della Commissione Lavoro in Senato e membro di NCD, che ha parlato di una legge universale per tutti ma su cui mettersi già al lavoro in modo da farne iniziare l’iter parlamentare a partire dal 2016.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il