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Pensioni ultime notizie quota 100, contributivo, mini pensione. Volontà Renzi e forza Parlamento messi ancora in dubbio

La questione delle pensioni torna su un binario morto per via dei freni della Ragioneria dello Stato e de Ministero dell'Economia.




C'è la novità del doppio stop alle pensioni. Prima il premier Matteo Renzi ha precisato che eventuali modifiche non sono possibili se per lo Stato ci sarà un impegno di spesa. Saltano così, ad esempio, le proposte di applicare quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione, e il prestito previdenziale a favore di chi, avanti con l'età, si trova senza lavoro e senza assegno pensionistico. Poi è arrivato lo stop al percorso avviato dalla commissione Lavoro della Camera deputati sulla salvaguardia per gli esodati e sull'estensione al 2023 del contributivo donna ovvero sulla concessione della possibilità di congedarsi con 35 anni di contributi versati e 57 anni e tre mesi di età, accettando il ricalcolo dell'assegno con il meno vantaggioso sistema contributivo.

Sia la Ragioneria dello Stato e sia il Ministero dell'Economia hanno detto no. La ragione è sempre la solita: mancano le coperture. Tanto per fare un esempio, stando alle stime dell'Inps, il contributivo donna costerebbe allo Stato 2 miliardi di euro. Stime che sono però contestata da Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro a Montecitorio, che ha annunciato la prosecuzione della battaglia.

E siccome le modifiche alle pensioni non sempre passano dalle aule del parlamento e dalle stanze del governo, dalla Suprema Corte, poi, è giunto "un messaggio concreto in merito all'equità intergenerazionale: l'auspicio è che da questa decisione possano scaturire interventi anche sul quadro pensionistico generale del nostro Paese". Così il presidente della Cassa dei ragionieri, Luigi Pagliuca, ha commentato la sentenza secondo cui i pensionati delle Casse di previdenza privatizzate, usciti prima del 2007, hanno diritto alla riliquidazione se il loro ente aveva fissato un "massimale pensionabile". Per Pagliuca si tratta di una decisione "in linea con quanto abbiamo sempre sostenuto circa la legittimità degli assegni pensionistici, che stiamo erogando dal 2007".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il