Risparmiare su auto, spesa, farmaci, telefonate: ci sono sempre più possibilità di vivere low cost

Low-cost significa sempre di più un nuovo stile di vita, diffuso ormai secondo l’Eurispes fra un terzo della popolazione italiana di giovani e meno giovani.



Low-cost non è un concetto che identifica solamente un viaggio aereo pagando il biglietto pochissimo (alcuni anni fa assolutamente impensabile), ma significa sempre di più un nuovo stile di vita, diffuso ormai secondo l’Eurispes (un importante istituto di ricerche statistiche), fra un terzo della popolazione italiana di giovani e meno giovani.

Tentare cioè di approfittare di qualsiasi opportunità ci venga offerta dal mercato per conseguire un possibile risparmio.

Se si comincia ad analizzare la spesa quotidiana, probabilmente quasi tutti si sono da tempo resi conto che nei discount e hard discount (letteralmente “sconto duro”), si risparmia circa il 30% rispetto ai supermercati tradizionali, per non parlare del confronto con i pochi negozi generici rimasti nelle nostre città.

Frequentando però le panetterie, si viene a sapere che la maggior parte, a fine giornata, scontano del 50% i prodotti che il giorno dopo non potrebbero più essere venduti, così come i “fast food” a sera regalano gli hamburger invenduti durante la giornata.

Se ci si vergogna di approfittare di queste risorse estreme, l’ora dell’aperitivo rappresenta per molti ragazzi che non vivono più in famiglia, universitari o single, un valido sistema per cenare socializzando. Pagando dai 4 agli 8 euro per una birra o un cocktail, si possono nel frattempo sfruttare senza limitazione buffet sempre più assortiti.

Per quanto riguarda i trasporti (dei voli low-cost a pochi euro ormai si sa tutto), chi non usa moto, motorini e biciclette, ma è costretto a spostarsi in auto, dispone adesso di un sistema già sfruttato in altre metropoli mondiali. La condivisione dell’auto o “car-sharing”, che ad un costo medio di 2 euro all’ora mette fornisce agli abbonati un’auto a qualsiasi ora del giorno e della notte. Anche la casa sta diventando un “bene” condivisibile, e infatti nei supermercati, palestre e università, sempre più affollate sono le bacheche dove si possono appendere richieste e offerte. Anche i comuni di alcune città stanno organizzando, cercando di concretizzare un sensibile risparmio economico, servizi di condivisione di case tra giovani e anziani.

Anche vestirsi e acquistare farmaci low-cost è sempre più possibile. Per chi non riesce ad aspettare i due periodi annuali dei saldi ci sono gli outlet (che corrispondono ai discount per gli alimentari e prodotti per la casa), dove si vendono vestiti leggermente difettati o di stagioni passate a prezzi inferiori anche del 70%. Anche acquistando farmaci generici anziché di marca si può risparmiare: il prezzo scende di circa il 20% ma il “principio attivo” contenuto nella medicina è lo stesso.

Pochi ormai riescono a fare a meno di computer e telefonini, e anche nell’uso di queste indispensabili tecnologie si riesce a pagare meno. Esiste Skype che può essere scaricato sul proprio computer gratis e che permette di effettuare comunicazioni anche internazionali tramite il pc, a tariffe superscontate. Chi non ha Internet in ufficio o a casa può frequentare i numerosi Internet Point o Internet Cafè dove pagando 1 euro circa all’ora si può navigare, scaricarsi la posta elettronica e telefonare.

Risparmiare è possibile praticamente in tutti i settori, e innumerevoli sono i siti che danno utilissimi consigli. Digitando la parola magica “low-cost” sui principali motori di ricerca appaiono centinaia di milioni di pagine interessanti.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il