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Pensioni ultime notizie convergenza Renzi, partiti, ministeri su assegno universale è maggiore rispetto quota 100, contributivo

Fino a che punto l'assenza di coperture economiche rappresenta la ragione principale per non cambiare le pensioni in Italia?




Quali saranno le novità sulle pensioni alla luce della ripetuta lamentela dell'assenza di coperture economiche? Il percorso non sembra affatto lineare poiché, stando alle ultime notizie, si sta registrando convergenza verso l'introduzione dell'assegno universale, i cui contorni vanno comunque definiti. Non solo, ma si torna a parlare di un piano famiglia. Si tratta di indicazioni che vanno in controtendenza e sono quasi paradossali in un contesto di immobilismo economico. Le soluzioni per favorire il ricambio generazionale, così da diminuire il livello di disoccupazione e aumentare competitività e produttività, sono invece messe da parte perché, nel breve periodo, troppo costose.

Nulla da fare, dunque, per le varie ipotesi di quota 100, mini pensioni e ricalcolo degli assegni con il contributivo. Numeri alla mano, sono 21 milioni le pensioni previdenziali erogate ogni mese dall'Inps. Nel totale sono compresi i trattamenti destinati ai dipendenti pubblici. Ammonta invece a 243 miliardi di euro la spesa previdenziale sostenuta nel 2014 dal principale istituto italiano. La spesa assistenziale è stata di 26 miliardi di euro, per un totale di oltre 269 miliardi di euro. Infine, 7,8 miliardi di euro è il disavanzo della gestione finanziaria registrato dall'Inps nel 2014, su cui ha pesato per circa 6 miliardi di euro la gestione dell'ex Inpdap, il fondo dei dipendenti pubblici.

Nella prossima manovra finanziaria ci saranno le risorse per il rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione. La conferma è arrivata dalla stesso ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia: "Ci sarà una discussione collegiale e stabiliremo quante risorse saranno disponibili per il rinnovo dei contratti. Poi apriremo una nuova stagione contrattuale". Via libera alla nuova cassa integrazione che prevede una durata massima di 24 mesi (36 aggiungendo i contratti di solidarietà). La platea dei possibili beneficiari si allarga di 1,4 milioni di lavoratori, ovvero apprendisti e dipendenti di aziende con meno di 15 unità lavorative.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il