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Pensioni ultime notizie interventi regioni, Renzi, tribunali, Parlamento con quota 100, mini pensioni, contributivo

Novità e soluzioni pensioni ancora al vaglio del governo mentre si prospettano diverse fasi di intervento: situazione attuale e prospettive




Il governo Renzi continua a lavorare per la definizione di novità pensioni anche se la strada verso il traguardo di una maggiore flessibilità per tutti è ancora decisamente troppo lunga. E mentre si susseguono ancora incontri e discussioni, le ultime notizie confermano l’intenzione di tutti, tra Inps, ministri, partiti politici e forze sociali, di andare avanti con una revisione dell’attuale legge pensioni. Restano, però, da superare diversi problemi, dalla mancanza di fondi, alla contrarietà Ue, alla divergenza tra i diversi partiti politici. Eppure le ipotesi di lavoro ci sono, e sono tante. Si parte dalla possibilità di un decreto legge Renzi che conterebbe divisione tra previdenza e assistenza e interventi negativi, su baby pensioni, prensioni di reversibilità, invalidità, cumulo, per recuperare risorse economiche e rimettere in equilibrio il sistema previdenziale italiano.

Possibile anche una legge parlamentare che, però, richiederebbe tempi lunghissimi e porrebbe il problema delle diverse posizioni dei vari partiti da superare anche sei potrebbe trovare un accordo su quota 100. Ne deriverebbe, tuttavia, uno scontro quasi certo con il governo; o una legge delega, per cui il governo lavorerebbe esattamente come già fatto con riforma della P.A. e del Lavoro, e i tempi richiesti sarebbero molto più brevi. Considerando poi la consapevolezza che probabilmente nella Manovra Finanziaria di ottobre non rientri alcun intervento pensionistico, potremmo aspettarci novità ufficiali dai tribunali, dov’è ancora in ballo la class action avviata per il contributivo donna che, se passasse, verrebbe esteso anche agli uomini per evitare di creare discriminazioni; ma anche dalle singole regioni, come già accaduto.

Nell’attesa di una soluzione universale per le pensioni a livello nazionale, infatti, mesi fa diverse regioni hanno iniziato a muoversi in totale autonomia apportando quelle modifiche a loro necessarie. L’ultima arrivata è stata quella in Friuli Venezia Giulia, dove la presidente Serracchiani ha dato il via all’assegno universale, prevedendo l’erogazione di 550 euro al mese per un massimo di due anni a chi è residente nella Regione da almeno due anni e ha un Isee inferiore ai 6.000 euro annui, misura già in vigore in Molise e a Trento e annunciata entro fine anno in Lombardia da governatore Maroni.

In Piemonte, invece, il presidente Chiamparino ha proposto un piano di anticipo della pensione per gli over 50 cui mancano pochi anni al raggiungimento della pensione. Il lavoratore che decide di lasciare il lavoro a pochi anni dalla pensione avrò un prestito che, una volta maturati i requisiti richiesti, dovrà restituire in parte per rimpinguare  nuovamente il fondo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il