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Pensioni ultime notizie numerosi e tanti cambiamenti Renzi, Padoan, Boeri, Poletti dovrebbero fare oltre i più famosi

Quali sono gli interventi necessari per modificare le pensioni attuali? Non solo prepensionamenti e flessibilità. Le ultime notizie




La richiesta di modificare la legge pensionistica attuale è ormai da tanto, troppo tempo, al centro del dibattito politico. E le intenzioni del governo, nonostante il nulla di fatto concreto finora, continuano ad essere quelle di rivedere i requisiti richiesti attualmente e considerati troppo restrittivi e le ultime notizie provenienti dalle diverse dichiarazioni di premier Renzi, ministri ed altri autorevoli esponenti politici lo confermano. L’urgenza della necessità di agire dipende anche dal fatto che dal primo gennaio 2016 i requisiti considerati stringenti lo diventeranno ancor di più, visto che per adeguamento alla speranza di vita Istat, l’età pensionabile passerà dai 66 anni e tre mesi ai 66 anni e sette mesi.

Le modifiche da fare all’attuale legge, però, non riguardano solo i requisiti generali di uscita dal lavoro, che potrebbero essere più flessibili con piani come quota 100, mini pensione, contributivo, ma anche interventi che potrebbero essere considerati anche più urgenti, considerando che penalizzano fortemente determinate categoria di lavoratori. Stiamo parlando, innanzitutto, di leggi ad hoc che dovrebbero essere messe a punto per precoci e usuranti ma anche della soluzione ormai necessaria per i quota 96 della scuola.

Ma si potrebbe agire sulle pensioni, innanzitutto per riportare il sistema previdenziale italiano in equilibrio, rimettendo a posto i conti Inps, decisamente affossati, dividendo, come aveva già proposto l’ex commissario per la spending review Cottarelli, misura ripresa dal nuovo commissario Gutgeld e sostenuta da premier Renzi e presidente dell’Inps Boeri, spesa assistenziale da spesa prettamente previdenziale, il che porterebbe a mettere da parte notevoli risparmi; intervenendo sui fondi di categoria e i fondi previdenziali privati, soprattutto per assicurare un futuro dignitoso ai più giovani.

E questa intenzione di voler riportare equità potrebbe concretizzarsi anche con l’abolizione dei vitalizi dei politici e con una revisione di quelli destinati a categorie protette come le forze dell’ordine. Se questi interventi servono per ristabilire equità nel nostro sistema previdenziale, altra necessità e intervenire per garantire maggiore flessibilità in uscita a tutti. Si susseguono da mesi discussioni sui diversi piani di intervento in tal senso e, nonostante siano ben definii, sono comunque bloccati, a causa della mancanza di fondi necessari e a causa delle divergenze politiche esistenti non solo tra i diversi partiti ma all’interno del Pd stesso.

Ognuno punta, infatti, su piani diversi e la soluzione potrebbe essere o la nuova legge ibrida Renzi-Renzi, combinazione dei sistemi di quota 100, contributivo e mini pensione, o una legge universale che potrebbe essere valida per tutti, indipendentemente dalle categorie lavorative cui si appartiene. Le priorità, comunque, al momento, restano quelle di dare applicazione alle sentenze dell’Alta Corte sulla rivalutazione degli assegni pensionistici. E questa sentenza porta ad un’altra modifica da realizzare che non interessa solo le rivalutazioni di quest’anno, ma anche dell’anno prossimo.
 

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il