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Pensioni novità regionali, Renzi, Parlamento, tribunali, riforma concorrenza, indulto, riforma Senato: novità lunedì oggi

Le novità del governo Renzi ad oggi lunedì 14 settembre tra pensioni nuove riforme di Senato e ddl Concorrenza




Nonostante siano ben definite le novità delle pensioni potenziali, da quota 100, mini pensioni, contributivo, legge ibrida Renzi-Boeri, sembra piuttosto difficile che modifiche alle pensioni possano rientrare nella prossima Manovra Finanziaria di ottobre, e le ultime notizie pongono diverse strade di intervento. Si prepara intanto ad approdare in Aula il 21 settembre il ddl Concorrenza mentre è ancora piuttosto aperta la questione carceraria e del suo sovraffollamento.

Pensioni: Nonostante siano ben definiti i piani di interventi sulle pensioni, da quota 100, mini pensioni, contributivo, legge ibrida Renzi-Boeri, sembra piuttosto difficile che novità pensioni possano rientrare nella prossima Manovra Finanziaria di ottobre. Il governo Renzi ha intenzione di continuare a lavorare sulle pensioni, così come hanno confermato nel corso di questa settimana ministri e autorevoli esponenti del governo, ma sono ancora da definire tempi e modalità. Si potrebbe procedere con un decreto legge Renzi in cui il premier affronterebbe la questione a 360 gradi tra previdenza e assistenza e interventi negativi, su baby pensioni, prensioni di reversibilità, invalidità, cumulo, necessari per recuperare risorse economiche, da impiegare poi per interventi positivi sempre sulle pensioni, e per rimettere in equilibrio il sistema previdenziale italiano. Altra strada potrebbe essere quella di una legge parlamentare che, però, richiederebbe tempi lunghissimi, tra passaggi tra Camera e Senato e ci sarebbe il problema delle diverse posizioni dei vari partiti da superare anche sei potrebbe trovare un accordo su quota 100. La difficoltà sarebbe un nuovo eventuale blocco dai tecnici del Ministero delle Finanze al piano di quota 100 così com’è, senza penalizzazioni, per cui sarebbe inevitabile uno scontro con il governo. Si potrebbe procedere anche con una legge delega, per cui il governo lavorerebbe esattamente come già fatto con riforma della P.A. e del Lavoro, e il vantaggio, nonostante le tante idee da mettere d’accordo, sarebbe che in questo caso i tempi sarebbero certi e ridotti rispetto all’iter parlamentare. Altre novità potrebbero derivare dai tribunali, a partire dalla class action avviata per il contributivo donna e dalle decisioni delle singole regioni che hanno iniziato a muoversi da sole con modifiche pensionistiche locali in attesa di novità ufficiali dal governo a livello nazionale.

Riforma Concorrenza: Dopo il via libera in Commissione Finanze alla Camera, il ddl Concorrenza sarà in Aula il prossimo 21 settembre. Previste modifiche all'ingresso di soci di capitale nelle società tra avvocati, ma due terzi della società devono essere composti da professionisti, la cui partecipazione al capitale sociale deve essere tale da determinare la maggioranza di due terzi nelle deliberazioni o decisioni dei soci. Via libera anche alla costituzione di società interprofessionali, aperte cioè alla partecipazione di altre professioni ordinistiche. I componenti dell'organo di gestione non possono però essere estranei alla compagine sociale. Nel caso di esercizio della professione forense in forma societaria resta il principio della personalità della prestazione, e per i notai passeranno da uno ogni 7mila abitanti a uno ogni 5mila. Ai notai, a differenza della versione originaria del ddl che la concedeva anche agli avvocati, resta la competenza esclusiva sulla possibilità di effettuare i passaggi di proprietà di beni immobili non residenziali di valore catastale non superiore ai 100mila euro. Sostituito con una norma che trasferisce al Consiglio nazionale del notariato, dai tribunali, il registro delle successioni. E’ stato poi dato il via libera all'ingresso di società di capitale nell'esercizio delle farmacie private e alla rimozione del limite delle quattro licenze, attualmente previsto, in capo a una sola società. Non potranno, però, comparire tra i soci della società di capitale medici, produttori di farmaci e informatori scientifici. Per quanto riguarda l’RcAuto, il governo aveva ripreso l'impianto stralciato dal decreto Destinazione Italia di fine 2013, con l'obbligo per le compagnie di praticare sconti significativi con l'installazione della scatola nera o la riparazione in officine convenzionate con le assicurazioni, o nel caso in cui l'automobilista accetti clausole per contenere i costi o contrastare le frodi, come l'installazione di rilevatori del tasso alcolemico. Le commissioni hanno, però, cancellato tra le condizioni quella di far riparare la macchina dopo un incidente in una carrozzeria convenzionata. Resta, invece, la condizione di far installare la scatola nera dalla compagnia. Previste, inoltre, multe più salate per le assicurazioni che si rifiutano o eludono gli obblighi a contrarre e a rinnovare una polizza (fino a 15mila euro) e per quelle che non applicano gli sconti obbligatori (fino a 40mila euro). Le imprese di assicurazioni dovranno inoltre applicare sconti a chi contrae più polizze assicurative.

Indulto e amnistia: Ancora nulle le novità sulle misure di indulto e amnistia di nuovo in discussione in Commissione Giustizia. Nonostante l’ultimo appello di Papa Francesco, a favore delle misure di clemenza, sembra che nulla si muova in tal senso e il dibattito resta ancora molto aperto. Nel frattempo, nonostante le dichiarazioni del ministro Orlando, l’emergenza carceraria continua a farsi sentire e a dimostrarlo sono gli ultimi numeri sia sui tentativi di suicidio in carcere sia sulle aggressioni agli agenti penitenziari.

Riforma Senato: La riforma del Senato potrebbe approdare in Aula il prossimo 24 settembre ed entro martedì la commissione potrebbe iniziare a votare. Si profila la possibilità di un accordo nel Pd e con gli altri partiti sulle competenze, che i senatori, anche su richiesta dei presidenti di Regione, vorrebbero aumentare. Tutti fermi, invece, sul metodo di elezione dei futuri senatori: i 28 della minoranza Pd chiedono di cambiare l'articolo 2 della riforma, governo e maggioranza dicono che la richiesta è irricevibile perché vorrebbe dire ripartire d'accapo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il