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Pensioni ultime notizie cambiamenti negativi sono inevitabili se si vuole fare modifiche reali, concrete e davvero utili

Si torna a discutere di interventi negativi necessari per successivi interventi positivi sulle pensioni: cosa prevederebbero. Le ultime notizie




Sindacati, forse politiche e cittadini continuano a rilanciare sulla necessità di intervenire con una maggiore flessibilità sulla legge pensionistica attuale e c'è chi insiste anche sull’applicazione di novità flessibili ma senza penalizzazioni per chi va prima in pensione. Mentre le ultime notizie confermano una grande confusione in merito con un governo che sembra voglia fare tutto ma puntualmente fa il contrario di tutto, l’unica certezza di ora è che per intervenire con modifiche positive bisognerebbe partire da interventi peggiorativi e riscrivere il sistema del welfare. Il principio è lo stesso che era stato annunciato mesi fa dal presidente dell’Inps Boeri.

Solo poco dopo la sua nomina, infatti, Boeri aveva spiegato che per realizzare piani flessibili capaci di permettere a tutti di andare in pensione prima, considerando la mancanza di fondi, si sarebbe dovuti partire da interventi negativi e tagli, a partire dalla divisione di spesa assistenziale e prettamente pensionistica, per arrivare ad una revisione delle pensioni di reversibilità e cumulo, nonché con tagli su baby pensioni e pensioni invalidità. In questo piano rientrerebbe anche una revisione delle agevolazioni per i pensionati, come dei vitalizi pensionistici dei politici ma anche di intere categorie di lavoratori.

Modifiche allo studio anche per l’applicazione di un contributo di solidarietà che dovrebbe colpire le pensioni più elevate, di circa 2, 3mila euro, e che servirebbe per recuperare risorse ulteriori da impiegare sempre nelle pensioni. Tutti gli interventi elencati, però, servirebbero per accumulare nuovi soldi per dare il via alla possibilità di modifiche positive, a partire dall’assegno universale, che potrebbe essere tranquillamente approvato in breve tempo se si avessero a disposizione le risorse economiche necessarie, per arrivare a modifiche di età e contributi per pensioni anticipate.

In questo caso, però, non verrebbero del tutto eliminate le penalizzazioni richieste da ogni singolo piano, perché si tratta di penalizzazioni che comunque consentirebbero di permettere prepensionamenti senza pesare sulle casse dello Stato. Ben consapevole della necessità di interventi negativi per successivi interventi positivi è anche il premier Renzi che però non agisce in vista delle prossime amministrative. Gli interventi negativi potrebbero, infatti, non essere compresi nell’ottica di miglioramenti e quindi far perdere voti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il