Novità e ultime notizie pensioni anticipate: dettagli nuovi da Renzi, INPS, Commissioni, INPS su leggi concretamente fattibili

Quali le ipotesi di modifica della legge pensioni attuale e chiarimenti da parte di Inps e governo: come si lavorerà e quali novità aspettarsi davvero?

Novità e ultime notizie pensioni anticip


Tra piani di uscita anticipata, modifiche parlamentari, provvedimenti al vaglio dell’Inps, sono diverse le novità allo studio in discussione da mesi ormai e che puntano a rivedere i requisiti di accesso alla pensione, considerati oggi troppo restrittivi. E se non si interverrà entro l’anno lo diventeranno ancor di più: dal primo gennaio 2016, infatti, scatta il primo adeguamento all’aspettativa di vita Istat e per andare in pensione non basteranno più 66 anni e tre mesi ma bisognerà raggiungere i 66 anni e sette mesi. Si tratta di uno scatto previsto dalle norme della legge attuale e che ci sarà ogni due anni, prevedendo aumenti di tre, quattro mesi dell’età per andare in pensione, fino al raggiungimento della soglia dei 70 anni.

E per modificare la legge pensionistica attuale, governo, Inps e Ministeri sono a lavoro da tempo ma sembra piuttosto difficile riuscire a trovare soluzioni condivise. Il premier Renzi, qualche giorno fa, è tornato a parlare di necessità di intervenire sulle pensioni dichiarando però che resta da capire come e quando, la Commissione parlamentare rilancia sul piano di quota 100, sostenuto anche dai sindacati ma bocciato da Ministero delle Finanze e Inps. Anche viceministro e sottosegretario dell’Economia aprono a modifiche pensionistiche, purchè però non comportino costi per le casse dello Stato.
 
Dopo contributivo e assegno universale, l’Inps, insieme al premier Renzi, ha ultimamente avanzato una nuova legge ibrida che combina quota 100, mini pensione e contributivo che sembra mettere tutti d’accordo e non prevede l’impiego di fondi perché si tratta di un piano autofinanziato. A fornire ulteriori dettagli sul funzionamento di questa legge che sarebbe un mix di quota 100, contributivo e mini pensione, è stato il presidente dell’Inps riferendosi in particolare ai tagli che colpirebbero gli assegni finali.

Contrariamente a quanto sostenuto dai sindacati, secondo cui il taglio degli assegni con il contributivo potrebbe sfiorare anche il 30% della somma finale, il presidente dell’Inps ha innanzitutto precisato che il ricalcolo interesserebbe esclusivamente le pensioni più elevate e verrebbe applicato alla parte calcata con il vecchio retributivo. I tagli della pensione sarebbero, alla fine, del 10-20% al massimo di essa.
 

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di Marianna Quatraro pubblicato il