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Pensioni ultime notizie modifiche possono arrivare ora con interventi tribunali e regioni o da Renzi, Ministeri e Partiti Politici

Le diverse strade possibili da percorrere per modificare l’attuale legge pensioni: le novità e gli esempi di singole regioni che si sono già mosse in autonomia. Le ultime notizie




Lavorare sulle pensioni e intervenire con modifiche in tempi e modalità differenti: le novità del governo Renzi in tema previdenza ad oggi non sono molto chiare. O meglio, piani, proposte e ipotesi sono chiarissime e ben definite, ma, mancando i fondi necessari per lavorare come si vorrebbe, sono decisamente incerte le tempistiche e si stanno valutando diverse strade. Secondo le ultime notizie, si potrebbe agire con un decreto legge Renzi in cui il premier affronterebbe la questione a 360 gradi tra previdenza e assistenza e interventi negativi, su baby pensioni, prensioni di reversibilità, invalidità, cumulo, necessari per recuperare risorse economiche, da impiegare poi per interventi positivi sempre sulle pensioni, e per rimettere in equilibrio il sistema previdenziale italiano.

E si tratta di un progetto di lavoro sostenuto da sempre dal presidente dell’Inps. Altra strada da seguire, nell’attesa di capire quali risorse saranno disponibili da impiegare per modificare le pensioni, potrebbe essere quella di una legge parlamentare che, però, richiederebbe tempi lunghissimi, tra passaggi tra Camera e Senato. E ci sarebbe il problema delle diverse posizioni dei vari partiti da superare anche sei potrebbe trovare un accordo su quota 100. La difficoltà sarebbe un nuovo eventuale blocco dai tecnici del Ministero delle Finanze al piano di quota 100 così com’è, senza penalizzazioni, per cui sarebbe inevitabile uno scontro con il governo.

Ma si potrebbe lavorare anche con una legge delega, per cui il governo lavorerebbe esattamente come già fatto con riforma della P.A. e del Lavoro, e il vantaggio, nonostante le tante idee da mettere d’accordo, sarebbe che in questo caso i tempi sarebbero certi e ridotti rispetto all’iter parlamentare. C’è poi da considerare l’eventualità, ma piuttosto remota, che si possa intervenire con qualche novità nella Manovra Finanziaria di ottobre. In tal caso, però, si potrebbe scegliere la strada di un mini piano famiglia o una soluzione ponte, limitate a temporanea, per la proroga del contributivo donna.

Difficile, però, che lavori in tal senso, perché si correrebbe il rischio di creare privilegi e disparità, mentre premier Renzi e presidente dell’Inps hanno intenzione di mettere a punto una legge universale per tutti. Altre ipotesi potrebbero riguardare le strade di tribunali, a partire dalla class action avviata per il contributivo donna che, se venisse vinta, potrebbe portare all’estensione del regime anche agli uomini, per evitare discriminazioni, e le decisioni delle singole regioni che hanno iniziato a muoversi da sole con modifiche pensionistiche locali in attesa di novità ufficiali dal governo a livello nazionale.

In Friuli Venezia Giulia, per esempio, la presidente Serracchiani ha deciso di introdurre l’assegno universale, prevedendo l’erogazione di 550 euro al mese per un massimo di due anni a chi è residente nella Regione da almeno due anni e ha un Isee inferiore ai 6.000 euro annui. Ma per richiedere l’assegno la condizione è quella di sottoscrivere un Patto d’inclusione che può prevedere formazione, ricerca lavoro e attività socialmente utili. L’assegno in Friuli potrà essere erogato anche nei confronti dei pensionati con assegni particolarmente bassi tali da non superare il reddito Isee.

Il caso del Friuli segue l’annuncio dato dal governatore della Lombardia Roberto Maroni che ha anticipato l’approvazione dell’assegno universale per i lombardi entro la fine dell’anno. In questo caso, la misura dovrebbe avere una durata di dodici mesi, un valore di 700 euro circa al mese e potrà essere erogato a coloro che sono residenti nella regione almeno da 5 anni e che vivono in condizioni precarie. Anche in Molise e a Trento è stato già approvato l’assegno universale per le categorie più povere, mentre in Piemonte il presidente Chiamparino ha proposto un piano di anticipo della pensione per gli over 50 cui mancano pochi anni al raggiungimento della pensione.

Il lavoratore che decide di lasciare il lavoro a pochi anni dalla pensione avrò un prestito che, una volta maturati i requisiti richiesti, dovrà restituire in parte per rimpinguare  nuovamente il fondo. In Sicilia è stato, invece, approvato il piano quota 100 per i dipendenti in esubero della Regione; mentre in Calabria è stato messo definito uno scivolo di accompagnamento alla pensione per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato della Regione che, fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici, prevede l’erogazione di un’indennità in cambio dell’uscita dal lavoro e della creazione di nuovi posti di lavoro per i più giovani.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il