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Pensioni ultime notizie Morando, Baretta, Renzi, Boeri, Poletti indicazioni su legge Renzi-Boeri, mini pensioni, quota 100

Le ultime notizie della settimana sulle pensioni derivano soprattutto dalle ultime dichiarazioni di premier Renzi e ministri. Cosa prevedono




Le ultime notizie della settimana sulle pensioni derivano soprattutto dalle ultime dichiarazioni di premier Renzi, ministri e altri autorevoli esponenti del governo che da tempo ormai sono impegnati nella revisione della legge attuale, nonostante non sia poi così semplice riuscire ad approvare modifiche. Il premier Renzi, dopo settimane di silenzio, ha nuovamente annunciato l’intenzione di intervenire sulle pensioni, lavoro che potrebbe rivelarsi vincente in vista soprattutto delle prossime elezioni amministrative, considerando che si tratta di un tema particolarmente caro ai cittadini.

E insieme al presidente dell’Inps Boeri punta su una legge ibrida, combinazione di piani di quota 100, mini pensione, contributivo, che potrebbe rappresentare una soluzione ideale di modifica della legge attuale. Premier Renzi e presidente Boeri sono d’accordo anche sull’introduzione dell’assegno universale ma limitato agli over 55 che perdono il lavoro ma non possono ancora andare in pensione, contrariamente al M5S che invece vorrebbe estenderlo a tutti. Ultimamente ha aperto a possibili novità pensioni anche il viceministro dell’Economia Morando che ha sempre smentito interventi pensionistici al vaglio del governo ma che ha dichiarato che qualcosa si potrebbe fare ma a condizione che ogni novità sia a costo zero per lo Stato, autofinanziata.

D’accordo con Morando il presidente della Commissione Lavoro in Senato e membro di NCD Sacconi, che ha parlato di una legge universale per tutti, che no  richieda ulteriori fondi, su cui mettersi a lavoro per iniziare a discuterne in Parlamento già a partire dal 2016. Favorevole a interventi pensionistici purchè non comportino costi per lo stato anche il sottosegretario Baretta che come soluzione propone la possibilità per tutti di andare in pensione prima dei 66 anni di età ma con penalizzazioni finali che influiscano sulla pensione finale per tutta la vita.

E mentre il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a sorpresa, è tornato a rilanciare il part time come modifica fondamentale per rilanciare il ricambio generazionale a lavoro, il presidente della Commissione Lavoro Damiano rilancia su quota 100 ma anche sulla proposta di uscita con 41 anni di contributi per tutti, indipendentemente dall’età anagrafica e senza penalizzazioni, soluzione sostenuta anche da parte del Pd che sarebbe conveniente soprattutto per i lavoratori precoci che hanno iniziato a lavorare in giovanissima età.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il