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Pensioni novitÓ della settimana positive e negative, riforma scuola,amnistia,riforma pubblica amministrazione: novitÓ martedý oggi

Le novitÓ ad oggi martedý 15 settembre del governo Renzi tra nuove riforme Scuola e P.A., emergenza carceraria ancora forte e questione pensione ancora aperta




Nonostante la situazione economica italiana stia migliorando, seppur lievemente, sono ancora lontane le novità pensioni e tante sono ancora le ipotesi di intervento in predicato anche oggi martedì 15 settembre. Le ultime notizie confermano, tuttavia, divergenza politica, tra partiti e all’interno dello stesso Pd, contrarietà dell’Ue che dovranno essere necessariamente superati per l’approvazione di modifiche ufficiali. Mentre continua l’iter della riforma della P.A. e sono stati già avviati i primi provvedimenti della nuova riforma della Scuola, si continua a discutere, ma senza giungere ad alcuna conclusione concreta, di questione carceraria, dove vige ancora un’emergenza confermata dai numeri ma sempre smentita dal ministro della Giustizia Orlando.

Pensioni: La situazione economica italiana sembra stia migliorando, seppur lievemente, ma si tratta di novità positive che però non sostengono l’avvio di quelle modifiche pensionistiche su cui si lavora da tempo. E si continua a discutere di piani di intervento, tra quota 100, mini pensione, contributivo, assegno universale, ma anche legge ibrida Renzi-Boeri senza arrivare a nulla di concreto. La conferma delle difficoltà sempre presenti è data dall’ennesimo blocco arrivato solo qualche giorno fa, quando i tecnici della Ragioneria di Stato hanno nuovamente fermato la proroga del contributivo donna e soluzioni per i lavoratori quindicenni in Commissione Lavoro. Margini di intervento sulle pensioni dalle ultime dichiarazioni di ministri, viceministri, premier Renzi, e altri autorevoli esponenti del governo che, pur ponendo come condizione quella che ogni modifica alle pensioni sia a costo zero per lo Stato, sostengono l’intenzione di voler rivedere l’attuale legge, anche se bisogna definire come e quando, tra iter parlamentare che potrebbe richiedere tempi lunghissimi, o nuovo decreto previdenza, che potrebbe arrivare a inizio 2016 e contenere assegno universale e la legge ibrida Renzi-Boeri. Tutto è ancora in ballo. La legge ibrida, mix di sistema di quota 100, contributivo e mini pensione, è considerata al momento la più fattibile perché, oltre a essere a costo zero per lo Stato, mette tutti d’accordo. Prevede la possibilità di uscita a 62 anni con il 3% di decurtazione sull’assegno per ogni anno in cui si decide di andare in pensione, fino ad un massimo del 12%. Ma si tratterebbe di una decurtazione controbilanciata dall’erogazione di una mini pensione che, però, raggiunti i normali requisiti pensionistici, dovrà essere restituita dal lavoratore con piccole penalizzazioni sulla pensione finale. Quest’ultima verrebbe quindi calcolata in base al montante contributivo realmente accumulato da ognuno durante la sua vita lavorativa. E mentre ci si focalizza su questa legge ibrida come possibilità di revisione dei requisiti di accesso alla pensione, l’attenzione torna a focalizzarsi anche su assegno universale, in settimana rilanciato con forza da M5S, e piano famiglia annunciato dal presidente del Consiglio, anche se, secondo molti, è paradossale che il governo scelga di lavorare su queste misure, considerando che costerebbero molto più delle pensioni e che non porterebbero alcun vantaggio, come invece farebbero i prepensionamenti, tra risparmi e rilancio dell’occupazione giovanile.

Riforma P.A.: E’ entrata i vigore la riforma della pubblica amministrazione 2015 e, nell’attesa di decreti attuativi, sono già operative le nuove norme su silenzio assenso, possibilità di conferire incarichi ai pensionati, le modifiche per i dipendenti pubblici in fatto di conciliazione di tempi di vita e di lavoro, e la nuova disciplina sull’autotutela della pubblica amministrazione. La nuova riforma affida al governo 15 deleghe, a partire dalla scrittura di un nuovo testo unico sul pubblico impiego, con introduzione di nuove specifiche per i dipendenti al fine di definire in maniera precisa i tempi di esercizio dell’azione disciplinare. Via libera poi alla carta della cittadinanza digitale, dove saranno stilati i livelli minimi di qualità dei servizi della pubblica amministrazione online; e sono previste diverse novità anche per i manager della P.A., che saranno suddivisi in tre categorie, in base all’area di impiego, Stato, regioni e enti locali, potranno rimanere in carica fino a quattro anni, e saranno selezionati sulla base del merito e della formazione continua a cui saranno sottoposti. I dirigenti saranno sottoposti a nuovi sistemi di valutazione del loro operato e per coloro a rischio licenziamento ci sarà la possibilità di lasciare proprio il loro incarico passando a semplici funzionari. Confermata ufficialmente la cancellazione Corpo Forestale dello Stato, che verrà assorbito in parte dai Carabinieri e per le competenze sugli incendi dai Vigili del Fuoco. Le Camere di Commercio vengono quasi dimezzate da 105 a 60, mentre le Prefetture saranno anch’esse ridotte, ma verranno comunque affiancate dall’Ufficio territoriale dello Stato. La questione delle partecipate dovrà essere affrontata con un decreto attuativo ad hoc.

Indulto e amnistia: Richieste di Radicali e carcerati, appello di Papa Francesco e iniziative a sostegno di indulto e amnistia non bastano ancora a portare la discussione in Commissione Giustizia a chiudersi. Da mesi ormai sono al centro dei dibattiti i quattro ddl sulle misure di clemenza ma la strada verso la loro approvazione è decisamente complessa se non impossibile. A rendere ancor più difficoltosa l’approvazione di queste misure è la contrarietà di premier Renzi, ministero stesso della Giustizia Orlando, sostenuti da diverse forze politiche, a partire dalla Lega, che da sempre sostengono non si tratti delle giuste misure risolutive da approvare per porre fine al problema del sovraffollamento carcerario.

Riforma Scuola: Mentre prosegue il nuovo piano di assunzioni per la scuola, non si placano le proteste e le mobilitazioni contro le norme della Buona Scuola. L’obiettivo delle nuove manifestazioni è quello di cercare di costruire un percorso di partecipazione e democrazia. Durante l’incontro della Scuola tenutosi a Bologna tempo fa, organizzato dal Comitato LIP, è stato programmato un calendario di eventi che, dopo la partecipazione alla Riunione Nazionale RSU di venerdì scorso, mercoledì 23 settembre prevede la Notte Bianca della Scuola, venerdì 9 ottobre l’adesione alla giornata di mobilitazione lanciata dagli studenti e sabato 19 dicembre una fiaccolata.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il