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Pensioni ultime notizie fondi ufficiali programmati finora nel DEF con sorprese per quota 100, mini pensioni, legge Renzi-Boeri

Dalla revisione del Def per Manovra Finanziaria si capirà se e quante risorse economiche disponibili potranno essere impiegate per le pensioni: le novità




Il 20 settembre sarà il giorno in cui verrà ripresentato, rivisto, il Def, Documento di Economia e Finanzia, che pone le basi per la definizione delle misure che rientreranno nella Manovra Finanziaria di ottobre. Diverse al momento le novità previste, ma sembra non ci sarà nulla di concreto per le pensioni. Non c’è da rimanere sorpresi, considerando che diversi esponenti del governo nelle scorse settimane avevano annunciato che non sarebbe stata prevista alcuna modifica pensionistica nella Manovra di ottobre. Se qualcosa ci sarà, probabilmente, saranno esclusivamente interventi minimi. Molto dipenderà dalle risorse reali stanziate nel Def per le pensioni e solo allora di capirà se esistono le coperture necessarie per procedere con le modifiche da tempo al vaglio del governo.

L’attenzione è da mesi puntata su sistemi di uscita anticipata come quota 100, contributivo, mini pensione, staffetta generazionale e l’ultima arrivata legge ibrida Renzi-Boeri che dovrebbero modificare i requisiti di accesso alla pensione, diventati decisamente restrittivi. E si preme perché si intervenga in tempi brevi su questi requisiti che dal primo gennaio 2016 sono destinati a diventare ancor più stringenti. Dal prossimo anno, infatti, per effetto dell’adeguamento alla crescita della speranza di vita Istat, per andare in pensione bisognerà raggiungere i 66 anni e sette mesi e non basteranno più i 66 anni e tre mesi.

Il principio di questo scatto è quello previsto delle norme previdenziali in vigore per cui vivendo più a lungo si può anche lavorare di più ma è un principio che assolutamente non piace ai cittadini e che non può essere rispettato soprattutto da determinate categorie di lavoratori, come precoci e usuranti che, avendo iniziato a lavorare da giovanissimi e svolgendo mansioni pesanti, sia dal punto di vista fisico che mentale, non riescono a raggiungere i requisiti richiesto.

Del resto, è facilmente comprensibile come chi ha iniziato a lavorare, per esempio, a 16 anni, trovi difficoltà nel rimanere a lavoro fino a 70 quasi. Dalla revisione del Def si capirà anche se e quante risorse saranno disponibili da utilizzare per l’approvazione eventuale dell’assegno universale che, al momento, dovrebbe comunque essere limitato solo agli over 55 che perdono il lavoro, come modulato dal presidente dell’Inps Boeri.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il