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Pensioni ultime notizie convergenze e differenze piani Renzi, Baretta, Poletti, Damiano. Requisiti, età, contributi

Per chi, come e quando potranno arrivare novità pensioni? Cresce la necessità di rivedere i requisiti oggi previsti e sono diversi i piani al vaglio. Le ultime notizie




Dopo mesi di discussioni, la domanda più frequente in vista della prossima Manovra Finanziaria di ottobre è se saranno comprese novità pensioni. Difficile dare una risposta certa a questa domanda, di certo c’è che le ultime notizie riportano una situazione decisamente ancora confusa in merito. Il premier Renzi, dopo settimane di silenzio, ha nuovamente parlato della necessità di rivedere le pensioni attuali, lavoro che potrebbe rivelarsi vincente in vista soprattutto delle prossime elezioni amministrative, considerando che si tratta di un tema particolarmente caro ai cittadini.

E insieme al presidente dell’Inps Boeri punta su una legge ibrida, combinazione di piani di quota 100, mini pensione, contributivo, che al momento rappresenta la soluzione più fattibile per la pensione anticipata di tutti. Questa legge prevede la possibilità di uscita a 62 anni con un taglio del 3% sull'assegno ammortizzato però dall'erogazione di una mini pensione che dovrà essere restituita dal lavoratore una volta maturati i normali requisiti pensionistici.

Il lavoratore riceverebbe poi una pensione finale esclusivamente calcolata con sistema contributivo, sulla base, duneu dei contributi realmente versati da egli stesso nel corso della sua vita lavorativa. Premier Renzi e presidente Boeri sono d’accordo anche sull’introduzione dell’assegno universale ma limitato agli over 55 che perdono il lavoro ma non possono ancora andare in pensione, contrariamente al M5S che invece vorrebbe estenderlo a tutti, mentre il Ministero del Lavoro appoggia la proposta del presidente dell’Inps, ritenendo però di dover erogare l’assegno universale sì agli over 55 che perdono il lavoro ma che dimostrano concretamente di essere alla ricerca di un’altra occupazione e per un tempo limitato, di circa due anni.

Ha aperto possibilità di intervento sulle pensioni, purchè si tratti di piani a costo zero per lo Stato, anche il viceministro dell’Economia Morando che ha sempre smentito interventi pensionistici al vaglio del governo. Adesso ciò che sostiene sono modifiche necessarie sì ma che siano autofinanziate. Della stessa opinione il sottosegretario Baretta che come soluzione propone la possibilità per tutti di andare in pensione prima dei 66 anni di età ma con penalizzazioni sulla pensione finale per tutta la vita e non solo per un periodo.

Il ministro del Lavoro Poletti, invece, a sorpresa, qualche settimana fa è tornato a puntare sul part time come modifica pensionistica importante per il turn over lavorativo e per permettere quel ricambio generazionale che consentirebbe ai lavoratori più anziani di andare in pensione prima per lasciare nuovi posti di lavoro ai più giovani, oggi magari disoccupati e in cerca di un impiego.

Anche il presidente della Commissione Lavoro Damiano rilancia sulle modifiche pensionistiche, ritenendo che sia arrivato il momento di agire in maniera concreta e tornando a puntare sul suo piano di quota 100, appoggiato tra l’altro da Parlamento e sindacati, ma anche sul sistema di uscita con 41 anni di contributi per tutti, indipendentemente dall’età anagrafica e senza penalizzazioni.

Questa ipotesi sarebbe particolarmente conveniente per i lavoratori precoci che avendo iniziato a lavorare sin da giovanissimi possono raggiungere i 41 anni di contributi anche con un'età anagrafica inferiore ai 60 anni di età. Se, per esempio, un lavoratore ha iniziato a lavorare a 18 anni, potrebbe andare in pensione a 59 anni con questa soluzione, o, o se ha iniziato a lavorare a 16 anni, cosa usuale molti anni fa, potrebbe andare in pensione anche a 57 anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il