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Pensioni ultime notizie piani attuali Renzi, Morando, Boeri, Baretta. Confronto Pd, M5S quota 100, mini pensioni, legge universale

Le diverse posizioni sulle modifiche da attuare all’attuale legge pensionistica: novità e quali potrebbero essere approvate. Le ultime notizie




Piani di uscita anticipata con quota 100, mini pensione, contributivo, staffetta generazionale legge ibrida Renzi-Boeri o assegno universale da erogare a coloro che hanno un’età superiore ai 55 anni e perdono il lavoro, rischiando di diventare un nuovo caso sociale: sono sempre queste le novità pensioni di cui si discute e al centro di un dibattito politico che dura ormai da anni, tra i diversi partiti, Pd, Lega, M5S, FI, ognuno con le sue proposte e le sue ipotesi di modifica dell’attuale legge pensionistica, tra premier Renzi e ministri, ognuno orientato su piani di interventi pensionistici prioritari differenti.

Di certo c’è che per rivedere davvero e in tempi relativamente brevi l’attuale legge pensionistica sarà necessario trovare un compromesso tra i diversi protagonisti delle discussioni in modo da aver ben chiaro il quadro di cambiamenti da attuare. Al momento l’ipotesi più fattibile è la legge ibrida Renzi-Boeri, combinazione di quota 100, mini pensione e contributivo che darebbe la possibilità di lasciare il lavoro a 62 anni con un taglio del 3% sull’assegno di chi sceglie di lasciare il lavoro con qualche anno di anticipo rispetto alla soglia dei 66 anni. Si tratta tuttavia di un taglio che verrebbe alleggerito dall’erogazione di una mini pensione che, però, il lavoratore dovrà restituire una volta maturati i normali requisiti richiesti.

Con questa legge, la pensione finale di ognuno verrebbe calcolata esclusivamente sulla base dei contributi versati durante la propria vita lavorativa. Questa legge piace, sembra, a tutti, giusti incontro tra le diverse proposte di tutti. La novità, rilanciata qualche giorno fa dal Ministero del Lavoro, riguarda invece il part time, ipotesi che più di ogni altra potrebbe essere l’ideale per dar vita al ricambio generazionale a lavoro. Ha aperto possibilità di intervento sulle pensioni, purchè si tratti di piani a costo zero per lo Stato, anche il viceministro dell’Economia Morando che ha sempre smentito interventi pensionistici al vaglio del governo, posizione condivisa dal sottosegretario Baretta che come soluzione propone la possibilità per tutti di andare in pensione prima dei 66 anni di età ma con penalizzazioni sulla pensione finale per tutta la vita.

Ministero del Lavoro, premier Renzi e presidente Boeri sono d’accordo anche sull’introduzione dell’assegno universale ma limitato agli over 55 che perdono il lavoro ma non possono ancora andare in pensione, con la condizione del Ministero del Lavoro di erogarlo agli over 55 che perdono il lavoro ma che dimostrano concretamente di essere alla ricerca di un’altra occupazione e per un tempo limitato, di circa due anni. Diversa invece la posizione del M5s che vorrebbe estendere l’assegno universale a tutti.

Anche Padoan ha aperto a possibili interventi sulle pensioni, a condizione che non siano però costosi per le casse dello Stato, mentre la Lega continua a rilanciare per la proroga del contributivo donna, anche oltre il 2015 fino al 31 dicembre 2018, e Forza Italia sull’aumento delle pensioni minime a mille euro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il