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Pensioni novità cambiamenti nulli realizzati prossimo anno, riforma tribunali, amnistia, riforma Unioni: novità mercoledì oggi

Le novità del governo Renzi ad oggi mercoledì 16 settembre tra questione pensioni e carceraria ancora aperte e novità per prossimi passi riforma della Giustizia e unioni civili. Le ultime notizie




Le ultime notizie sulle novità oggi martedì 16 settembre da applicare alla legge sulle pensioni attuale sono ancora piuttosto confuse ma è necessario capire cosa fare realmente e in breve tempo, altrimenti si rischia di non avere i risultati auspicati. Ancora aperta la discussione sull’emergenza carceraria mentre continuano gli iter delle nuove riforme di Giustizia e per le Coppie di fatto.

Pensioni: Le ultime notizie sulle pensioni confermano una serie di difficoltà da affrontare prima di arrivare alla revisione della legge attuale. Governo, forze sociali e cittadini puntano a modifiche dei requisiti oggi richiesti per andare in pensione e considerati troppo restrittivi. Si discute da mesi di piani come quota 100, mini pensione, contributivo, staffetta generazionale cui si è affiancata da qualche settimana la legge ibrida Renzi-Boeri, piani ben definiti ma ancora bloccati a causa della mancanza di risorse economiche necessarie e per la contrarietà dell’Ue, mai stata favorevole a interventi sulle pensioni. Ci sarebbe, in realtà, anche da superare la divergenza tra le diverse posizioni e ipotesi dei vari partiti politici e all’interno del Pd stesso. Difficilmente, tuttavia, si riuscirà a lavorare definendo modifiche ufficiali entro la fine dell’anno e se tutto venisse rimandato al prossimo anno sarebbe quasi inutile e il motivo è presto spiegato: la legge attuale prevede un aumento dei requisiti per la pensione a partire dal primo gennaio 2016 e ogni due anni, per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita Istat. Dal primo gennaio 2016, infatti, l’età pensionabile aumenterà passando dai 66 anni e tre mesi ai 66 anni e sette mesi e se i piani di revisione dei requisiti dovessero essere approvati ed entrare in vigore l’anno prossimo andrebbero ad incidere sui nuovi requisiti, più rigidi, portando così a diminuzioni dell’età pensionabile quasi inutili visto che la riporterebbero probabilmente a quella richiesta oggi, per cui la modifica non sarà affatto flessibile, nonostante così possa sembrare.

Riforma Giustizia: Dopo l'istituzione delle due commissioni ministeriali incaricate di produrre due riforme cruciali: quella dell’ordinamento giudiziario e quella del Consiglio superiore della magistratura, si vanno definendo le novità della riforma della Giustizia i cui lavori  proseguono decisamente spediti. Le due commissioni sono l’ultima novità arrivata dopo le modifiche già apportate alla disciplina sulla dichiarazione del terzo per la giustizia civile. La nuova riforma della Giustizia ha anche dato il via al processo telematico, con un conseguente risparmio stimato, considerando solo le comunicazioni da parte degli Uffici Giudiziari negli ultimi 12 mesi (che da cartaceo sono passate alla PEC), di oltre 48 milioni di euro con una media di 1,3 milioni al mese.

Indulto e amnistia: Mentre il ministro della Giustizia Orlando continua a parlare di emergenza carceraria conclusa, i numeri dei detenuti nelle carceri italiane continuano a smentirlo così come le condizioni di vita denunciate all’interno delle celle ed è arrivato qualche giorno fa un nuovo appello da Papa Francesco che prime per l’approvazione delle misure di indulto e amnistia. Nonostante questo, però, è decisamente difficile che si arrivi ad una conclusione in breve tempo sulle misure di clemenza.

Riforma Coppie di Fatto: Il ministro Boschi negli ultimi giorni sottolinea con forza la necessità di rispettare gli impegni con le riforme, a partire da quella sulle unioni civili, che non saranno più un 'istituto giuridico originario' ma una 'specifica formazione sociale'. L’emendamento approvato in commissione Giustizia al Senato dal Pd con i voti del M5S e di Sel, specificando la norma costituzionale di riferimento, l’articolo 2 che ‘garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali’, prevede che le unioni dello stesso sesso non regolate dal tradizionale matrimonio. Si tratta di modifica che dimostra apertura verso il mondo cattolico e coloro che non appoggiano le unioni civili. Attraverso modifiche, cambiamenti e versioni definitive, se la riforma non riceve l’ok dal Senato entro il prossimo 15 ottobre la discussione sulle unioni civili potrebbe slittare direttamente al prossimo 2016. Restano comunque da considerare i paletti posti da Ap, vale a dire niente reversibilità della pensione e niente adozione del figlio del partner, perché, dicono, “aprirebbe un’autostrada all’utero in affitto”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il