Roaming: Unione Europea approvato dal Parlamento l'abbassamento dei prezzi. Non è ancora definitivo

Roaming, un altro voto favorevole del Parlamento Ue. Soddisfatti Beuc e Commissione



La commissione Industria del Parlamento europeo ha approvato stamattina con 45 voti favorevoli 3 contrari e 1 astenuto, una serie di emendamenti al nuovo regolamento proposto dalla Commissione Ue che mira a ridurre i costi delle comunicazioni in roaming della telefonia mobile nei Paesi membri.

"La Commissione è molto soddisfatta", ha affermato il portavoce del commissario Ue all'Informazione e Media, Viviane Reding. "Il commissario Reding ha stappato una bottiglia di champagne in Cina", dove è attualmente per una visita ufficiale. Secondo il portavoce Martin Selmayr: "è chiaramente la fine delle tariffe eccessive nell'Ue". Bruxelles si è dichiarata ottimista perché il voto definitivo dell'Europarlamento appare garantito dal momento che la Commissione Industria, Ricerca ed Energia è l'organismo principale che si occupa della regolamentazione del roaming in associazione con la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori

Fra gli emendamenti di compromesso adottati, presentati dai sei principali gruppi parlamentari, quello che introduce l'eurotariffa per i costi di roaming per effettuare e ricevere chiamate all'estero e quello per introdurre la sua applicazione automatica agli utenti. Al passaggio della frontiera, secondo gli emendamenti votati oggi, l'utente riceverà anche un messaggio sms che lo informerà del regime tariffario più basso che gli verrà applicato, e fornirà un numero telefonico gratuito da cui poter avere informazioni supplementari nella propria lingua

Il costo di una chiamata telefonica attiva in roaming nell'Ue non potrà superare i 40 centesimi di euro al minuto, mentre il costo di una comunicazione passiva (le chiamate ricevute quando si è all'estero) dovrà restare al di sotto dei 15 centesimi di euro, più iva in entrambi i casi.. La Commissione europea aveva proposto tariffe massime pari a 49 centesimi per le chiamate 'attive' in roaming verso un Paese estero, 33 centesimi per le chiamate 'locali' (ovvero nello stesso Paese estero in cui ci si trova) e 16 centesimi per le chiamate ricevute, sempre in roaming.

Il commissario ha sottolineato che il voto di oggi ''è un'ottima notizia per i consumatori e la parte migliore - ha osservato il portavoce- è che secondo la commissione parlamentare queste tariffe basse di roaming devono essere applicate automaticamente a tutti gli utenti a meno non decidano per il sistema 'opt out' a favore di un pacchetto ancora piu' vantaggioso offerto dall'operatore''. La commissione Industria si è infatti espressa a favore del passaggio automatico con la possibilità, comunque, di optare per un diverso regime tariffario se lo desiderano. "Si tratta di un forte incentivo alla concorrenza- ha spiegato Selmayr. Questa e' una soluzione che la Commissione Ue ha favorito e spetta ora agli operatori mobili convincere i consumatori che offrono un pacchetto migliore di quanto prescritto dalle nuove regole europee". Il voto, a sorpresa, ha capovolto la posizione sostenuta dal Ppe e dalla commissione europarlamentare Mercato interno, riguardo all'automaticità del passaggio alle 'eurotariffe' protette.

Il voto definitivo dei 785 europarlamentari avverrà nel corso della sessione planaria in programma a maggio a Strasburgo. In caso di voto positivo, saranno poi i ministri delle Telecomunicazioni dei Ventisette ad adottare eventualmente il taglio definitivo delle tariffe roaming nel corso del Consiglio telecomunicazioni in programma il 7 giugno a Lussemburgo.

Per il Beuc, (l'organizzazione di associazioni di consumatori indipendenti europee), "alcuni dei punti approvati rappresentano un segnale verso la giusta direzione, ma altri sono ancora insoddisfacenti, come ad esempio il fatto che la legislazione sarà valida solo per tre anni". Il Beuc apprezza comunque la decisione di introdurre automaticamente il prezzo di protezione per tutti i consumatori, senza discriminazione e apprezza la maggior trasparenza nelle informazioni che sarà fornita dall'sms. Per Levi Nietvelt, "i tetti previsti sono ancora troppo alti e dovrebbe essere rivisti per meglio riflettere i costi reali. Questo- ha concluso- è quello che i consumatori europei si aspettano dal voto della Plenaria".

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il