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Pensioni ultime notizie spiegazioni ufficiali a Renzi, Poletti, Boeri su mini pensione, quota 100 richieste da Pd, M5S, Fi,

Nuovi incontri in vista per ulteriori chiarimenti e informazioni su novità pensioni possibili: modifiche possibili e richieste partiti




Nuovi incontri in vista in Commissione parlamentare e appuntamenti pronti a discutere novità e chiarimenti sulla questione pensioni, e su piani di quota 100, mini pensione, legge ibrida Renzi-Boeri, contributivo e assegno universale, e a richiederli i diversi partiti politici, da Pd a Lega, M5S, a premier Renzi e ministri di Economia e Lavoro, Padoan e Poletti.

La necessità dei nuovi appuntamenti, che partiranno da domani, mercoledì 16 settembre, quando in Commissione, dopo i sindacati, saranno Alleanza delle cooperative italiane e R. E TE. Imprese Italia a chiedere chiarimenti sulle deroghe per i pensionamenti degli esodati, mentre Movimento 5 Stelle a Lega si preparano a chiedere nuovamente al governo indicazioni sull’assegno universale e sulle reali ipotesi di revisione della legge pensionistica attuale con piani di uscita flessibile, dipende dal fatto che i requisiti di accesso alla pensione oggi già considerati troppo rigidi, lo diventeranno ancor di più dal primo gennaio 2016, quando per andare in pensione bisognerà raggiungere i 66 anni e sette mesi e non basteranno più i 66 anni e tre mesi.

Le richieste di chiarimenti che verranno presentate domani in Commissioni, seguono quelle già presentate da alcuni deputati Pd, che hanno chiesto al governo di chiarire le intenzioni sul piano di uscita a 41 anni di contributi per senza penalizzazioni e indipendentemente dall’età anagrafica per tutti. Si tratta di unaproposta avanzata dalla Commissione Lavoro e che sarebbe conveniente soprattutto ai precoci che avendo iniziato a lavorare sin da giovanissimi, magari a 17, 18 anni, potrebbero andare in pensione anche prima dei 60 anni, purchè abbiano maturato i 41 anni di contributi.

I deputati Pd hanno inoltre chiesto chiarimenti sulla eventuale disponibilità di risorse per l’applicazione delle diverse misure di intervento sulle pensioni ma è evidente che si tratta di una questione ancora aperta e per cui risulta difficile dare risposte definitive, considerando che le risorse per interventi sulle pensioni in realtà non dovrebbero essere disponibili e se lo fossero basterebbero esclusivamente per interventi minimi, come la proroga del contributivo donna che, ancora incerta, se approvata rappresenterebbe una sorta di giustificazione per il governo, l’unica modifica che potrebbe far dire che qualcosa è stato fatto. Ma sarebbe comunque qualcosa di minimo rispetto alle richieste di forze politiche, sociali e dei cittadini stessi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il