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Novità e ultime notizie pensioni anticipate su prospettive e strategie aggiornate Renzi, Boeri, Morando e Pd, M5S, Forza Italia

Le posizioni di partiti politici, premier Renzi, ministri e presidente Boeri sulle modifiche da attuare all’attuale legge pensioni: cosa prevedono e novità




Andare in pensione prima con sistemi come quota 100, contributivo, mini pensione, legge ibrida Renzi-Boeri e staffetta generazionale e sostenere coloro che si ritrovano in difficoltà con l’erogazione dell’assegno universale: sono diverse le novità pensioni in discussioni da mesi ma su cui ancora non è stato fatto nulla di concreto e le ultime notizie sembrano confermare che ci vorrà ancora tempo per realizzare interventi capaci di render più flessibili i requisiti di accesso alla pensione finale. Si sussegue ormai da oltre un anno il dibattito politico tra i diversi partiti, Pd, Lega, M5S, FI per modificare la legge attuale, e tra premier Renzi e ministri, ognuno orientato su piani diversi di modifica.

L’ipotesi più fattibile, tra tutte, sembra la legge ibrida Renzi-Boeri, combinazione di quota 100, mini pensione e contributivo, che darebbe la possibilità di lasciare il lavoro a 62 anni con un taglio del 3% sull’assegno di chi sceglie di lasciare il lavoro con qualche anno di anticipo rispetto alla soglia dei 66 anni. Si tratta tuttavia di un taglio che verrebbe alleggerito dall’erogazione di una mini pensione che, però, il lavoratore dovrà restituire una volta maturati i normali requisiti richiesti.

Con questa legge, la pensione finale di ognuno verrebbe calcolata esclusivamente sulla base dei contributi versati durante la propria vita lavorativa. Questa legge ibrida sembra mettere tutti d’accordo, soprattutto perché sarebbe a costo zero per lo Stato ma mancano i tempi certi di approvazione della novità. Sarebbe, tuttavia, un intervento che potrebbe essere sostenuto anche dal viceministro dell’Economia Morando, che da sempre smentisce interventi pensionistici al vaglio del governo, ma che qualche giorno fa ha aperto a possibili modifiche purchè autofinanziate e a costo zero e la legge brida Renzi-Boeri soddisfarebbe queste richieste.

La posizione di Morando è condivisa dal sottosegretario Baretta che come soluzione propone la possibilità per tutti di andare in pensione prima dei 66 anni di età ma con penalizzazioni sull’assegno finale per tutta la vita. Altra misura su cui punta Forza Italia è sempre l’aumento, considerato necessario, per le pensioni minime che dovrebbero essere portate almeno a mille euro, mentre parte del Pd continua a chiedere risposte sul piano di uscita a 41 anni di contributi per tutti, senza penalizzazioni e indipendentemente dall’età anagrafica, modifica che sarebbe vantaggiosa soprattutto per i precoci.

Diverse poi le indicazioni sull’assegno universale, sostenuto da tutti, da Pd, a Lega, a M5S, a premier Renzi e presidente dell’Inps ma in differenti modalità. Boeri lo ha, infatti, proposto limitato agli over 55 che perdono il lavoro ma non possono ancora andare in pensione, modalità condivisa dal Ministero del Lavoro ma con la condizione di erogarlo agli over 55 che perdono il lavoro ma che dimostrano concretamente di cercare un’altra occupazione e per un tempo limitato dia due anni. Diversa invece la posizione del M5s che vorrebbe estendere l’assegno universale a tutti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il