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Pensioni novità Renzi farà subito una sola singola legge, riforma Ue, indulto, riforma Equitalia: novità oggi giovedì

Le novità ad oggi giovedì 17 settembre del governo Renzi tra questioni pensioni ancora aperta e che molto probabilmente sarà ancora rimandata e le nuove misure di riforme di Fisco e immigrazione




Le novità ad oggi giovedì 17 Settembre per modificare l’attuale legge pensioni potrebbero ancora essere rimandate, fino al prossimo anno e al momento l’unica modifica possibile è quella della proroga del contributivo donna. Poche, invece, le ultime notizie sulla questione carceraria che sembra rimanere in stallo, mentre sono previste novità per chi ha debiti con Equitalia.

Pensioni: Le novità per modificare l’attuale legge pensioni potrebbero ancora essere rimandate, fino al prossimo anno. Nulla, dunque, potrebbe arrivare ora per quota 100, mini pensione, contributivo, staffetta generazionale e nuova legge ibrida Renzi-Boeri e, forse, l’unica sola modifica che potrebbe essere approvata subito è quella della proroga del contributivo donna. Nonostante il blocco della scorsa settimana da parte dei tecnici della Ragioneria di Stato, i ministri di Lavoro ed Economia hanno aperto alla possibilità di una legge ad hoc in breve tempo per la proroga del regime sperimentale avviato nel 2004 per permettere alle lavoratrici di andare in pensione prima. Questa proroga consentirebbe alle donne di andare in pensione a 57 anni per le statali e a 58 anni per le autonome, con 35 anni di contributi e accettando di percepire una pensione finale ridotta interamente calcolata con sistema contributivo, che taglierebbe l’assegno del 25,30% rispetto a quello che percepirebbero con il più vantaggiosi metodo retributivo. L’approvazione della proroga del contributivo donna rappresenterebbe, però, per il governo una mera giustificazione per i mancati altri interventi necessari, tale da permettere allo stesso premier Renzi di poter annunciare che qualcosa è stato effettivamente fatto. Ma si tratterebbe di un  intervento minimo rispetto alle modifiche sulle pensioni al vaglio del governo ormai da tantissimo tempo e che risultano decisamente più urgenti, considerando che mirano alla revisione dei requisiti di accesso alla pensione che dal primo gennaio 2016 aumenteranno ancor di più. Per uscire, infatti, dall’anno prossimo non basteranno più i 66 anni e tre mesi ma bisognerà raggiungere i 66 anni e sette mesi.

Riforma Equitalia: In arrivo diverse novità per chi ha a che fare con Equitalia: il nuovo decreto legislativo sulla delega fiscale introduce regole nuove per le richieste di pagamenti a rate da parte dei contribuenti che hanno debiti con l’Agenzia delle Entrate o Equitalia, le rateazioni. Nel caso di avvisi bonari per la liquidazione e controlli formali, si può chiedere di pagare in 8 rate trimestrali, e non in 6 come previsto oggi, per somme che arrivano fino a 5mila euro derivanti dalla liquidazione automatizzata della dichiarazione e dai controlli formali. Per somme, invece, superiori a 5mila euro, rimane il limite di 20 rate trimestrali. La scadenza delle rate sarà l’ultimo giorno di ciascun trimestre. Per adesione e conciliazione, si può pagare in 8 o 16 rate trimestrali, mentre oggi arrivano a 12, per somme superiori a 50mila euro; per il lieve adempimento, invece, relativo a rate non versate di importo modesto, non decade la rateazione. Il lieve inadempimento si definisce se il ritardo non è superiore ai 7 giorni e il versamento della rata che risulta difettoso non è superiore al 3% del dovuto, o a 10mila euro. Per quanto riguarda il pagamento delle cartelle Equitalia, per somme superiori a 50mila, la decadenza dalla rateazione scaturisce a seguito del mancato pagamento di 5 rate anche non consecutive (a differenza dell’attuale limite di 8). Può essere rateizzata anche l’imposta di successione, purchè si versi di un acconto del 20% dell’imposta liquidata, da pagare entro 60 giorni dalla ricezione dell’atto di liquidazione. L’importo residuo si può pagare in 8 rate trimestrali o 12 per gli importi che superano i 20mila euro.  

Indulto e amnistia: Dopo mesi di discussioni e dibattiti politici sulle misure di indulto e amnistia, a quale conclusione si è arrivati? Ancora nulla. I quattro ddl sulle misure di clemenza sono ancora fermi in Commissione Giustizia, mentre la polemica continua, tra chi chiede la loro approvazione, soprattutto a seguito dell’ultimo appello di Papa Francesco, e chi, compresi premier Renzi e ministro della Giustizia Orlando, continuano a ritenere che non si tratti di misure risolutive per il sovraffollamento carcerario. Intanto, non si placano i tentativi di suicidi in carcere e le denunce da parte di detenuti ancora costretti a vivere in condizioni drammatiche.

Riforma immigrazione: Dopo la proposta delle quote per i Paesi per l’accoglienza degli immigrati, l’Ungheria continua ad avere il pugno duro e, così com’era stato annunciato, migliaia di rifugiati entrati in Ungheria dalla Serbia sono stati arrestati la scorsa notte dopo che sono entrate in vigore le nuove  norme sull’immigrazione e il portavoce del governo ungherese Zoltan Kovacs ha confermato “Fermeremo l’afflusso di immigrati clandestini alle nostre frontiere verdi”. Dalla scorsa notte in Ungheria chi passa il confine illegalmente rischia fino a 3 anni di carcere e stesso destino tocca a chi danneggia il muro eretto al confine meridionale con la Serbia. Tornando al piano delle quote di accoglienza, secondo quanto previsto, la quota maggiore dei 160.000 rifugiati arrivati in Italia, Grecia e Ungheria dovrà essere accolta da Germania (40.206) e Francia (30.783); novità previste anche per Spagna (19.219 rifugiati da accogliere) Polonia (11.946), Paesi Bassi (6.351) e Romania (6.351) ed anche i piccoli territori di Malta, Cipro e Lussemburgo dovranno accogliere rispettivamente 425, 447 e 808 profughi. Ma vicepremier e ministro dell’Interno di Bucarest, Gabriel Oprea, ha già dichiarato che la Romani si opporrà alle quote obbligatorie, impegnandosi a rispettare gli impegni originariamente concordati, cioè ospitare 1.785 rifugiati.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il