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Italia in 2005 verso crescita zero o negativa, dicono economisti

Lo sconfortante quadro delle ultime statistiche macro, i rilievi dei principali osservatori internazionali e le ammissioni dello stesso governo portano gli analisti a previsioni drastiche



Lo sconfortante quadro delle ultime statistiche macro, i rilievi dei principali osservatori internazionali e le ammissioni dello stesso governo: tre motivi più che sufficienti agli analisti per una drastica revisione al ribasso delle stime sulla crescita italiana 2005, vista ormai veleggiare verso lo zero se non addirittura in caduta.

Quattro su dieci degli uffici studi interpellati da Reuters all'indomani dei numeri sul conti con l'estero, crollati nel primo trimestre al minimo da almeno 14 anni, e del nuovo richiamo Ocse proiettano una contrazione per la media d'anno 2005.

Le previsioni si situano del resto in un intervallo tra un eufemistico "nel migliore dei casi +0,2" di Mps Finance e un deprimente -0,5% targato Deutsche Bank.

Laconica Silvia Pepino di Jp Morgan.

"La stima si è ridotta da sé dopo i dati del primo trimestre: in questo momento siamo a zero con il rischio di andare anche sotto".

La vera e propria doccia fredda è infatti arrivata giovedì scorso dai desolanti numeri sui primi tre mesi dell'anno rispetto al trimestre precedente: a fronte del timido rimbalzo delle attese e del brillante +1,0% della Germania il prodotto interno lordo è sceso di 0,5% -- recessione tecnica dopo il -0,4% del quarto trimestre 2004.

Dopo averla già abbassata di un punto pieno soltanto dieci giorni fa a +0,5%, Ref si appresta ora a rivedere la propria stima sulla media 2005 a -0,2%.

"Il quadro complessivo e risultati del primo trimestre ci spingono a questo ma attendiamo i dettagli Istat di giugno sulla composizione del -0,5% per capire se si tratti di una crisi diffusa o circoscritta" spiega dall'istituto di ricerca milanese Fedele de Novellis.

"Se la debolezza è concentrata nei settori tessile e auto è un conto, se invece il calo è esteso a tutto l'export il discorso è molto più grave" aggiunge.

L'analista invita inoltre a guardare con attenzione alla possibile revisione del dato tedesco sul primo trimestre, ricordando che se come paventato si dovesse trattare di una distorsione statistica le prospettive per l'Italia sarebbero ancora più fosche.

In quella anticipata come 'operazione verità', il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco ha detto l'altroieri che a sole due settimane dalla pesante revisione deteriorativa dei numeri sulla crescita della Trimestrale di cassa il governo si appresta a una nuova riduzione vero lo 0,6%.

In attesa di conoscere le nuove stime ufficiali del rapporto di martedì prossimo 24 maggio, Alexandra Bibbee, economista dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo internazionale responsabile per l'Italia ha ipotizzato una crescita in area zero, "forse con una lieve tendenza verso un dato negativo".

"Aspettiamo di vedere il disaggregato, quando l'andamento delle scorte ci dirà quanto è grave il sottostante, ma l'Italia è già fanalino di coda in Europa" avverte Luigi Speranza di Bnp Paribas.

"Dietro i numeri del primo trimestre c'è un problema strutturale e non ciclico, testimoniato dal fatto che il paese fa peggio quando i suoi partner commerciali fanno meglio a parità di condizioni di cambio e tassi" continua.

Di seguito le ultime stime per la media d'anno raccolte tra gli uffici studi:

Mps Finance area zero / al massimo 0,2%

Bnp Paribas area zero

Morgan Stanley area zero

4Cast zero

Jp Morgan zero

Ubm zero

Bank of America  -0,1%

Banca Intesa -0,2%

Ref -0,2%

Deutsche Bank -0,5%

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