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Pensioni anticipate: dopo no a interventi nel breve periodo cosa può accadere ora

Nonostante gli annunci, la questione delle pensioni continua a rimanere di stretta attualità e non sono da escludere novità nel breve periodo.




Almeno nel gioco degli annunci, le ultime notizie che arrivano dal fronte delle pensioni non sono positive. Il governo non avrebbe alcuna intenzione di mettere mano al sistema previdenziale e introdurre novità insostenibili dal punto di vista economico. In realtà, freddi numeri a parte, occorre sempre fare i conti con una situazione sociale che non concede pause o tentennamenti. Il tasso di disoccupazione continua a essere imbarazzante e la percentuale di lavoratori che rinuncerebbero a una parte dell'assegno pur di congedarsi con qualche anno di anticipo è sempre più elevata. Ma l'attuale legge sulle pensioni non concede margini di manovra ovvero è eccessivamente penalizzante.

Ecco allora che dinanzi all'urgenza di intervenire, il governo potrebbe elaborare un decreto leggo o un disegno di legge delega da consegnare al parlamento (in questo secondo caso i tempi sarebbero più lunghi) contenenti misure su previdenza e assistenza ovvero anche tagli a baby pensioni, assegni di reversibilità e di invalidità così come ai criteri per il cumulo, così da trovare nuove risorse da investire. Occorre poi seguire con attenzione quanto sta accadendo nei tribunali italiani dove sono in ballo sentenze sul contributivo donna, e nelle singole regioni dove alcune amministrazione stanno prevedendo piani di uscita anticipata e forme di sostegno al reddito simili all'assegno universale.

Un'altra questione aperta è quella dei dipendenti delle Province dichiarati in esubero che, stando alla bozza del decreto sulla mobilità, potranno essere trasferiti a un'altra amministrazione o in un'altra sede della stessa amministrazione senza il loro consenso entro una distanza massima che non può superare i 50 chilometri. Nell'ambito delle procedure di mobilità il governo ha emanato delle tabelle per equiparare la retribuzione di un dipendente che proviene da una amministrazione e deve essere trasferito in un'altra. Un sistema per garantire la parità di remunerazione. Quella delle Province è la più vasta operazione di mobilità del pubblico impiego mai compiuta. Riguarda 20.000 persone. Non tutte, però, sono finite in mobilità obbligatoria. Una parte dei dipendenti sarà pensionata o prepensionata.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il