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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: continua scontro tra chi vuole modifiche e chi è contrario interventi

Il dibattito sulle pensioni continua a essere molto acceso con la novità di un inedito asse tra i sindacati e il leader della Lega.




Nonostante la freddezza del governo a mettere mano sulle pensioni, le ultime notizie riferiscono dell'esistenza di un dibattito acceso. In questi ultimi giorni si sta formando un inedito asse tra Matteo Salvini, leader della Lega e da sempre critico nei confronti dell'attuale legge previdenziale, e i sindacati. Il nuovo punto di incontro è rappresentato dalla vicenda degli esodati: sono 130.000 coloro che sono rimasti senza lavoro né pensione a seguito della riforma pensionistica del 2011. Poi c'è chi, come la Caritas, numeri alla mano, propone forme di aiuto ai più poveri, come l'estensione del Sia, il sostegno all'inclusione attiva. Si tratta di un'integrazione al reddito delle famiglie con un Isee (indicatore della ricchezza familiare) inferiore a 3.000 euro. Il Sia è stato introdotto nel 2014 ma riguarda soltanto le città che hanno più di 250.000 abitanti.

Prova a spingere sul pedale dell'acceleratore anche Maurizio Sacconi, presidente della commissione Lavoro del Senato, secondo cui non è più "rinviabile una norma strutturale che introduca regole flessibili per tutti". Una posizione inammissibile secondo Scelta Civica, favorevole a piccoli ritocchi ma non allo stravolgimento delle norme. Tra i più sensibili alla questione delle pensioni c'è Confindustria. Anzi, gli industriali sono in prima fila nel chiedere misure che favoriscano la staffetta generazionale per il rilancio di produttività e occupazione. Nel frattempo, però, torna a sorridere.

Il Centro studi ha infatti modificato al rialzo le stime del Pil per il 2015 e per il 2016: dal +0,8% di giugno si è saliti ora all'1% per quest'anno, mentre per il prossimo si è passati dall'1,4% all'1,5%. I dati sono buoni anche per quanto riguarda l'occupazione: il biennio 2015-2016 vedrà infatti la creazione di quasi mezzo milione di posti di lavoro, grazie anche a sgravi contributivi e Jobs Act voluti dal governo: "Il biennio previsivo si chiuderà con 278.000 occupati in meno rispetto a fine 2007, ma con +494.000 rispetto al 2014". Dunque la disoccupazione quest'anno sarà in media del 12,2% e scenderà all'11,8% nel 2016. "I numeri sul Pil sono buoni, ma dobbiamo puntare più in alto e tornare almeno fino al 2%»", ha commentato il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il