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Pensioni, riforma Tasi, Imu, indulto, amnistia, riforma tasse: novità oggi venerdì

Quali sono le ultime notizie sulle principali questioni in agenda, come pensioni, tasse, indulto e amnistia, a oggi venerdì 18 settembre 2015?




Pensioni. La principale novità è rappresentata dallo scontro in atto tra Caritas e governo, con la prima che gli punta l'indice contro per via dell'inefficacia delle misure per la lotta alla povertà. Da qui la proposta di forme di sostegno al reddito, come l'assegno universale o il Reis, il reddito di inserimento sociale proposto dall'Alleanza contro la povertà a favore delle persone in condizioni di necessità. Ma per Claudio De Vincenti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il governo deve tener conto del bilancio. Si tratta della ragione per cui sono naufragate le ipotesi di modifica dell'attuale legge previdenziale, come l'applicazione di quota 100 o le mini pensioni.

Tasi, Imu. Il governo non intende rivedere la sua posizioni dopo l'annuncio pubblico del premier Matteo Renzi di voler cancellare dal prossimo anno Imu e Tasi. Ma come metterla con i Comuni, perennemente privi di risorse economiche? Una delle ipotesi che circola è di rivedere il limite massimo per la tassa di soggiorno, oggi pari a cinque euro, rispetto alla quale il presidente dell'Anci Piero Fassino frena, oppure di alzare le aliquote sulle seconde case così da compensare le mancate entrate. Le trattative vanno avanti.

Riforma tasse. Si tratta di un tassello delicato soprattutto alla luce delle ristrettezze economiche dei comuni e dell'evidenza che negli anni passati la tassazione locale è aumentata in periferia più che al centro. Si tratta come al solito di equilibrare entrate e uscite, partendo dal presupposto, come spiegato nel punto precedente, che Stato e amministrazioni periferiche dovranno rinunciare agli introiti della tassazione sulla casa e sui servizi indivisibili. E poi c'è l'altra promessa del premier: da gennaio via Irap e Imu per l'agricoltura. Saranno coinvolti 3,17 milioni di soggetti per un totale di 550 milioni di euro.

Indulto, amnistia. Al centro dell'attenzione è tornata la questine del carcere ingiusto. Sono 600 i milioni di euro pagati come risarcimento dallo Stato per ingiusta detenzione dal 1992 a oggi. E sono 24.000 le persone che hanno ottenuto il risarcimento. Sta girando in parlamento il testo della delega al governo sul codice penale che, tra l'altro, prevede l'ammorbidimento di molti articoli, benefici agli ergastolani e l'inasprimento delle pene - da 6 mesi a 4 anni - per chi divulga registrazioni non autorizzate tra privati. Proteste anche sui tempi per la chiusura delle indagini.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il