BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni anticipate ultime notizie e cosa può cambiare con lo scontro per il Senato

Dallo scontro tutto interno al Partito Democratico sul futuro del Senato potrebbero arrivare conseguenze positive sul fronte delle pensioni.




Potrebbero arrivare interessanti novità sul fronte delle pensioni anche dal dibattito in corso sul futuro del Senato. Come riferiscono le ultime notizie, sulla modifica di Palazzo Madama lo scontro tra la dirigenza del Partito Democratico e la sua minoranza dura da tempo. In particolare la sinistra chiede la riapertura della discussione sull'articolo due del testo della riforma in modo tale da ripristinare l'elezione diretta dei futuri senatori. Ma per il presidente del Consiglio Matteo Renzi è un capitolo chiuso. La tensione dentro al PD si è però trasferita su tutte le questioni, accentuando le differenze già esistenti, come quelle sulle pensioni.

Proprio intorno a questo tema, la sinistra dem spinge per modificare l'attuale legge previdenziale rendendo meno rigidi i requisiti per il congedo. In particolare, il presidente della commissione Lavoro, Cesare Damiano, aveva proposto di aprire le porte della pensione a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazione massima dell'8%. L'ipotesi è stata più volta restituita al mittente per l'assenza di coperture economiche ovvero per una spesa che, a detta del governo, non è affrontabile dalle casse pubbliche. A ogni modo, si tratta solo di una delle ipotesi prospettate che, insieme all'applicazione di quota 100 o all'introduzione delle mini pensioni, può essere oggetto di trattative.

Per ora il governo procede con cautela, investendo più energie sul fronte del lavoro e cercando di capire gli effetti del Jobs Act. Novità dell'ultim'ora è la diminuzione dei cosiddetti scoraggiati. Fra gli inattivi, coloro che né hanno né cercano un lavoro, sono diminuiti secondo l'Istat gli scoraggiati, soprattutto nel Mezzogiorno e tra i giovani di 15-34 anni. Di contro, sono aumentati gli inattivi per motivi di studio. L'Istituto di statistica, nella sua analisi, ha acceso un faro anche sui canali utilizzati per trovare un impiego. Le strategie più gettonate: nove italiani su dieci ricorrono ad amici, parenti e conoscenti.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il