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Pensioni ultime notizie con ancora cambio strategia e nuovo obiettivo minimo condiviso da tutti della settimana

La situazione economica italiana continua lentamente a migliorare ma non è ancora prevista alcuna novità pensioni per soddisfare le tante richieste di modifica che continuano ad arrivare: situazione attuale e prospettive




Si è conclusa un’altra settimana decisamente ricca di novità e impegnativa per il governo Renzi: nonostante le discussioni e le spaccature politiche dovute alla riforma del Senato e la situazione decisamente negativa sulla discussione della questione pensioni, la situazione economica sembra migliorare ancora. Si tratta di un miglioramento che crea sottile entusiasmo considerando il momento decisamente buio che il nostro Paese sta affrontando ormai da tempo e che impedisce al governo di lavorare come vorrebbe.

Le ultime notizie, infatti, confermano che proprio a causa delle oscillazioni dell’andamento economico, diverse misure sono bloccate, a parte da quelle pensionistiche che dovrebbero rivedere i requisiti di uscita dal lavoro per renderli più agevoli per tutti.

Da tempo si dice che un miglioramento costante e continuo dell’economia possa essere la spinta alla realizzazione concreta di modifica pensionistiche e nonostante questo stia accadendo, come conferma la revisione dell'Ocse al rialzo la stima per la crescita del Pil dell'Italia nel 2015, allo 0,7%, 0,1 punti in più rispetto alle previsioni di maggio, si è comunque deciso di non fare nulla nel breve periodo. Si tratta per di più di una scelta politica che preferisce orientare impegni e sforzi su altri interventi, come nuovo piano di taglio delle tasse per famiglie e imprese e nuovo piano famiglia, interventi che escludono al momento le pensioni che, al contrario di ogni altra modifica, potrebbero portare benefici.

La nuova strategia di Renzi di puntare su taglio delle tasse e piano famiglia, nonostante possa essere una mossa giusta a sostegno di tutti, non porterebbe quei benefici che invece modifiche pensionistiche assicurerebbero, vale a dire nuova spinta all’occupazione giovanile, grazie ai piani di prepensionamento che consentirebbero ai lavoratori più anziani di lasciare il lavoro prima liberando nuovi posti di lavoro per l’assunzione di giovani disoccupati, rilanciando così anche produttività e competitività, e vantaggi in termini di risparmi, visto che ogni sistema di uscita anticipata prevede penalizzazioni a carico del lavoratore che, nel lungo periodo, permetterebbero di accumulare risparmi.

Se fino a qualche tempo fa l’obiettivo era quello proprio di intervenire sulle pensioni per ottenere questi vantaggi, ora Renzi ha virato sulla nuova strategia che ha costretto ad un passo indietro anche altri esponenti del governo, come il ministro del Lavoro, e il presidente dell’Inps Boeri, che probabilmente non si aspettava un dietrofront del premier sulle pensioni.

Ma, considerando che il tema pensioni è comunque tanto caro ai cittadini, Renzi, per giustificare le tante dichiarazioni dei mesi scorsi sulle intenzioni di agire sulle pensioni e per poter dichiarare di aver realmente fatto qualcosa per cambiare le pensioni, potrebbe approvare la proroga del contributivo donna, fino al 31 dicembre 2015, dando così una sorta di contentino ai partiti che hanno sempre chiesto il rilancio del regime sperimentale di uscita prima dal lavoro per le donne e all’elettorato che vedrebbe un atto concreto di intervento sulle pensioni.

Nonostante questa nuova strada di lavoro intrapresa, continuano ad arrivare richieste di modifica delle pensioni, che dimostrano l’urgenza di cambiamenti e a presentarle sono stati, a sorpresa, esponenti della società civile come mondo delle imprese e Caritas che, alla luce degli ultimi dati su occupazione e condizione di vita dei pensionati, hanno ancora una volta ribadito la necessità di approvare piani di flessibilità in uscita nonché misure a sostegno di coloro che si ritrovano in condizioni di vita davvero difficili e precarie, come l’erogazione dell’assegno universale.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il