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Pensioni ultime notizie la vera mancanza è l'assenza di volontà politica. Lo rivela per la prima volta un autorevole politico

Dopo anni di dibattiti e discussioni e piani di modifica pensioni al vaglio del governo, sembra venir meno la volontà politica di intervento e le novità non sono certamente positive




E’ ormai da due anni che si discute di novità pensioni e interventi necessari per rivedere i requisiti di uscita che l’attuale legge ha reso decisamente troppo restrittivi e soprattutto per determinate categoria di lavoratori. Al vaglio del governo da tanto, troppo, tempo, meccanismi ben definiti, come quota 100, mini pensione, contributivo, part time, cui si è affiancata la nuova legge ibrida Renzi-Boeri, ma che, come confermano le ultime notizie, sono ancora bloccati. Tutto fermo, si diceva, per la mancanza di risorse economiche necessarie e gli stop imposti dagli stessi tecnici del Tesoro, ma in realtà, è stato spesso ribadito che, nonostante i costi che alcuni piani richiederebbero, i fondi per un intervento da 7-8 miliardi per una quota 100 o di 4 miliardi per confermare la proroga del contributivo donna sarebbero disponibili.

A questi soldi disponibili si affiancherebbero poi ulteriori risparmi che deriverebbero dalle penalizzazioni che ogni singolo sistema di uscita anticipata prevede. A questo viene, nuovamente, da dire che a bloccare interventi sulle pensioni sia effettivamente la volontà politica che, nonostante annunci, dichiarazioni, conferme e promesse, manca. Le parole d’estate del premier Renzi avevano chiaramente lasciato intendere come c’era l’intenzione di apportare qualche modifica, confermata da timide aperture del Ministero dell’Economia.

Poi, la strategia di Renzi sembra essere decisamente cambiata, volta principalmente a intervenire su un piano di taglio delle tasse, un nuovo piano famiglio e altre questioni, che hanno spiazzato anche il presidente dell’Inps Boeri con cui Renzi aveva sempre condiviso ogni piano di intervento. A rendere ancora più chiara la situazione le recenti dichiarazioni del sottosegretario all’Economia Baretta che aveva parlato di soluzioni pensionistiche qualche giorno fa e che ora afferma chiaramente come il problema sia politico.

“ll nodo è politico, ma troveremo la soluzione” ha, infatti, dichiarato il sottosegretario all'Economia Baretta parlando della questione pensioni ancora apertissima. Baretta, come già fatto qualche giorno fa, spiega che sembra effettivamente arrivato il momento di lavorare sulle pensioni, cercando di abbassare quell’età pensionabile che potrebbe diventare impossibile. Il problema, però, resta sempre quella di fare i conti con le risorse economiche necessarie per mettere in atto uno degli interventi al vaglio. E non si tratta di un problema da poco perché bisogna lavorare garantendo ai lavoratori possibilità di uscite flessibili ma senza intaccare i conti delle casse dello Stato.

E riprendendo quanto aveva dichiarato il viceministro dell’Economia Morando qualche giorno fa, si dice anch’egli orientato verso sistemi che siano autofinanziati, che sarebbero poi i meccanismi ormai da tempo sul tavolo del governo, visto che ognuno di essi prevede penalizzazioni a carico del lavoratore che scelga di andare in pensione prima. Ma anche questo sistema di penalizzazioni è nel mirino: se infatti serve per non intaccare i fondi pubblici, dall’altra parte, secondo i sindacati, demotiva, con il rischio che nessuno decida di lasciare il lavoro a favore di nuove occupazioni dei più giovani.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il