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Novità e ultime notizie pensioni quota 100, mini pensioni, assegno universale con nuova strategia al ribasso negativo Pd, M5S, Fi

Solo interventi minimi sulle pensioni ma nessuna flessibilità in uscita per tutti: cambiano le strategie di lavoro e quali novità all’orizzonte?




Novità pensioni in arrivo da Pd, Lega, M5S, FI: dopo aver presentato per mesi proposte di modifica per la legge attuale e dopo essersi scontrati su sistemi come mini pensione, contributivo, quota 100, staffetta generazionale ed anche assegno universale, adesso tutti sembrano fare marcia indietro. Le ultime notizie confermano infatti che se fino a qualche tempo fa la priorità erano le pensioni, adesso si punta si nuove misure, conseguenza della nuova strategia di lavoro annunciata dal premier Renzi.

Piano famiglia, nuovo piano di taglio tasse per imprese e famiglie, a partire dall’abolizione di Imu e Tasi sembrano aver preso il posto della flessibilità pensionistica ed ora tutti sono focalizzati su questi interventi. Anche Confindustria, che negli ultimi mesi, a fasi alterne, ha sempre ribadito la necessità di modificare le pensioni soprattutto per rilanciare l’occupazione giovanile, e quindi produttività e competitività delle imprese, ora preferisce il piano di taglio delle tasse, che dovrebbero interessere anche le imprese.
 
Nonostante questa nuova direzione intrapresa dal governo e che conferma che al momento non arriverà alcuna modifica alle pensioni, si pensa comunque all’approvazione di un intervento minimo che possa servire quasi come giustificazione, in modo da permettere di dire che nonostante ostacoli e problemi qualcosa di concreto è stato realmente fatto per cambiare le pensioni. E questo minimo intervento sarebbe quella proroga del contributivo donna che solo la scorsa settimana è stata nuovamente bloccata dai tecnici della Ragioneria di Stato.

Ora però se ne torna a discutere con ampie possibilità  di approvazione e permettendo, dunque, ancora fino al 31 dicembre 2015, la possibilità per le lavoratrici di andare in pensione prima, a 57 anni le statali e a 58 le autonome, con 35 anni di contributi e accettando di percepire un assegno finale ridotto interamente calcolato con metodo contributivo e non più con il vantaggioso retributivo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il