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Pensioni ultime notizie unica norma che consentirà Renzi su pensioni vecchiaia, usuranti, precoci, anzianità accorda tutti

La proroga del contribuivo donna l’unica novità pensioni che potrebbe essere approvata entro l’anno: le ultime notizie confermano una nuova strategia di lavoro del premier Renzi




E’ la proroga del contribuivo donna l’unica novità pensioni che potrebbe essere approvata entro l’anno: a deciderlo il premier Renzi che, dopo aver dichiarato lo scorso luglio, di essere pronto a modificare le pensioni con due interventi principali, aumento delle pensioni minime e piani per concedere maggiore flessibilità a tutti, poi sembra aver fatto un passo indietro, concentrando la sua attenzione su altri piani. Le ultime notizie, infatti, confermano che più che orientarsi verso sistemi di revisione dei requisiti di accesso alla pensione per modificare le pensioni di anzianità e vecchiaia e invece di pensare a soluzioni ad hoc per categorie di persone fortemente penalizzate dalle attuali norme pensioni, come precoci e usuranti, Renzi ha cambiato strategia.

Al centro del suo lavoro ci sarebbero ora nuovo piano famiglia, con misure a sostegno di chi vive in condizioni di forte difficoltà economica, e nuovo piano di taglio delle tasse per famiglie e imprese, a partire dall’abolizione di Imu e Tasi.

E in questo nuovo contesto di lavoro l’unica possibilità di modifica delle pensioni è il contributivo donna che rappresenterebbe un intervento minimo ma sarebbe quanto basta a Renzi stesso per dichiarare di aver fatto realmente qualcosa sulle pensioni e si porrebbe come una giustificazione alle tante dichiarazioni che annunciavano interventi sulle pensioni.

Prorogando il contributivo donna fino al 31 dicembre 2015, si sbloccherebbero migliaia di domande di pensionamento in stand by all’Inps, permettendo alle lavoratrici di andare in pensione prima rispetto ai 66 anni, e cioè a 57 anni per le statali e a 58 anni per le autonome, con 35 anni di contributi e accettando di percepire una pensione finale esclusivamente calcolata con metodo contributivo, quindi avendo un assegno ridotto di circa il 25, 30% rispetto a quanto si percepirebbe con il metodo retributivo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il