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Novità e ultime notizie senza sosta nuove affermazioni Boeri, Renzi, Baretta, Poletti quota 100, mini pensione positive e negative

Non si riesce ancora a sciogliere il nodo pensioni: ogni novità sembrava ormai rimandata ma le ultime notizie confermano ancora discussioni




Nonostante da giorni ormai si dica che non ci saranno novità pensioni nel breve periodo, si continua a discutere di questione previdenziale e a puntare su modifiche da ogni parte. Tutti, infatti, come confermano le ultime notizie, continuano ad avanzare nuove idee e ipotesi, come se effettivamente qualcosa si dovesse chiudere subito. Ma, tra conferme e smentite e piani di mini pensione, quota 100, contributivo, è difficile che ciò accada, innanzitutto a causa di una situazione economica che, come ribadito più volte, non lo permette, e poi perché manca quella soluzione capace di mettere tutti d’accordo. La soluzione che sembrava farlo, cui aveva aperto anche il ministro dell’Economia Padoan qualche tempo fa, sembrava il ricalcolo contributivo proposto dal presidente dell’Inps Boeri.

Questo meccanismo permetterebbe l’uscita anticipata con un calcolo della pensione finale esclusivamente con metodo contributivo, il che porterebbe ad taglio dell'assegno finale che potrebbe arrivare anche al 30% per chi decide di andare in pensione prima, a 62 anni, mentre il costo per le casse dello Stato sarebbe pari a zero. Tra le altre ipotesi di nuovo in ballo da qualche tempo quella della staffetta generazionale riproposta dal ministro del Lavoro Poletti come ipotesi ideale su cui puntare perché soluzione collegata al lavoro.

Permettendo, infatti, il passaggio al part time con la staffetta generazionale si potrebbe dar vita a quel turn over lavorativo che permetterebbe di rilanciare l’occupazione giovanile. Ma il premier Renzi ha annunciato una soluzione che sia capace di garantire flessibilità ma che sia anche in grado di mettere tutti d’accordo: da quanto detto nelle settimane precedenti, la soluzione ideale sembrava la legge ibrida proprio Renzi-Boeri, mix di meccanismi di quota 100, mini pensione e contributivo a costo zero per lo Stato.

Questa legge permetterebbe l’uscita prima rispetto alla soglia dei 66 anni oggi prevista con un taglio del 3% per ogni anno di anticipo in cui si decide di lasciare il lavoro e fino ad un massimo del 12% se si esce a 62 anni. Ma si tratterebbe di tagli bilanciati dall’erogazione di una mini pensione che, seguendo la regola del prestito pensionistico, dovrà essere restituita dal lavoratore una volta maturati i normali requisiti pensionistici. La pensione finale verrebbe, infine, calcolata esclusivamente sulla base del montante contributivo accumulato durante la propria vita lavorativa.

Diversa la posizione del ministro dell'Economia Padoan che, pur sostenendo che l'attuale legge pensioni ha permesso di rendere il sistema previdenziale italiano tra i più solidi d'Europa, unica, tra l'altro, capace di garantire sostenibilità finanziaria all'Italia in crisi, sembrerebbe stia lavorando permettere a punto un piano che consenta di andare in pensione 2 o 3 anni prima ma a chi si è ritrovato senza lavoro. L'idea al vaglio del Ministero dell'Economia sarebbe dunque quella di intervenire solo per coloro che si sono ritrovati in grosse difficoltà con il lavoro, e pensare ad un scivolo di accompagnamento alla pensione.  

Secondo Maurizio Sacconi, che da sempre chiede interventi sulle pensioni, l’unica possibilità al momento per rivedere effettivamente la legge pensioni è la Manovra Finanziaria di ottobre. Solo in questa occasione, secondo Sacconi, si potrebbero mettere a punto aggiustamenti ad una legge che ha decisamente irrigidito uscita ed età pensionabile per tutti. Ma sarà difficile che ciò si realizzi.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il