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Novità e ultime notizie pensioni piani inediti e nuovi dettagli rivelati da Boeri, Renzi, Poletti, Morando, Baretta e tecnici

Tra nuova legge ibrida Renzi-Boeri, nuovi piani del Ministero dell’Economia e proroga contributivo donna è ancora caos sulle possibili novità pensioni da approvare: cosa si farà realmente?




Andare in pensione anticipata con tagli sull’assegno finale: questa sarebbe la novità ancora possibile per modificare l’attuale legge. Non si tratta certo di una novità, considerando che si parla di piani di prepensionamento a fronte di penalizzazioni ormai da mesi, ma di certo è la novità principale su cui lavorare per modificare le pensioni. Le ultime notizie confermano, però, ancora una situazione di caos sull’argomento. Manca, infatti, una soluzione comune e capace di mettere tutti d’accordo e manca unità sulle modalità di impiego delle risorse economiche.

Fino a qualche giorno fa la soluzione più fattibile per intervenire sulle pensioni era la nuova legge ibrida Renzi-Boeri, sintesi dei meccanismi di quota 100, mini pensione e contributivo a costo zero per lo Stato, che permetterebbe l’uscita prima rispetto alla soglia dei 66 anni oggi prevista con un taglio del 3% per ogni anno di anticipo in cui si decide di lasciare il lavoro e fino ad un massimo del 12% se si esce a 62 anni. Ma si tratterebbe di tagli bilanciati dall’erogazione di una mini pensione che, seguendo la regola del prestito pensionistico, dovrà essere restituita dal lavoratore una volta maturati i normali requisiti pensionistici.

La pensione finale verrebbe, infine, calcolata esclusivamente sulla base del montante contributivo accumulato durante la propria vita lavorativa. Solo qualche ora fa, una nuova ipotesi di intervento è arrivata dal Ministero dell’Economia che apre a possibili modifiche pensionistiche per permettere l’uscita anticipata di 2 o 3 anni prima solo a coloro che si sono ritrovati in grosse difficoltà con il lavoro e magari lo hanno perso a pochi anni dal raggiungimento della pensione.

In questo quadro, tuttavia, al momento l’unica legge possibile da approvare per modificare le pensioni attuali resta la proroga del contributivo donna, mossa vincente per il premier Renzi che potrebbe così giustificare le tante dichiarazioni fatte di intervento sulle pensioni e dire che qualcosa di concreto sulle pensioni è stato effettivamente fatto. Grazie alla proroga del contributivo donna, le lavoratrici avrebbero la possibilità, ancora fino al 31 dicembre 2015, di andare in pensione prima, a 57 anni per le statali e a 58 per le autonome, con 35 anni di contributi ma percependo una pensione ridotta, di circa il 25%, perché calcolata con sistema contributivo e non più con il vantaggioso retributivo. Ma, ancora una volta, si tratterebbe pur sempre di una novità valida solo per pochi. La necessità, invece, è quella di una legge universale per tutti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il