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Novità e ultime notizie pensioni trapelano tra quota 100, mini pensione, assegno universale piani nuovi in analisi fattibilità

Sono diverse le soluzioni allo studio per modificare le pensioni in Italia, ma le condizioni economiche restringono lo spazio di manovra.




Nonostante le ristrettezze economiche non rappresentino una novità, le ultime notizie da Palazzo Chigi riferiscono come il governo stia comunque vagliano le tante proposte di cambiamento delle pensioni. La più recente prevede la messa in piedi di un sistema ibrido per limitare l'impatto economico sui conti pubblici. Ecco allora che da una parte viene immaginate la possibilità di concedere il ritiro con qualche anno di anticipo, dall'altra l'introduzione di una sorta di prestito per compensare la penalizzazioni nell'assegno per via del mancato rispetto dei requisti per il congedo previsti nell'attuale normativa. Si tratta di una ipotesi di mediazione che vede un buono schieramento di favorevoli.

Ma la partita è decisamente aperta ed oltre alle divergenze di vedute all'interno dell'esecutivo ci sono quelle nel Partito Democratico. L'ala di sinistra, appoggiata dai sindacati, porta da tempo avanti la proposta che vede come primo firmatario Cesare Damiano, presidente delle commissione Lavoro della Camera dei deputati: permettere di andare in pensioni a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazione del 2% per ogni anno di ritiro, fino a un massimo dell'8%. Le intenzioni sono ritenute condivisibili, ma di fatti l'ipotesi è da tempo congelata, nonostante il consenso del sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, per via dell'impegno economico per lo Stato ritenuto eccessivo, circa 4 miliardi di euro.

Ecco poi la soluzione di introdurre quota 100, come somma di età anagrafica e anni di contribuzione, l'opzione del part time per favorire la staffetta generazionale tra giovani e anziani e ridurre così il tasso di disoccupazione, l'implementazione dell'assegno universale per le categorie più indigenti della società, le cosiddette mini pensioni per facilitare l'uscita senza il rispetto dei rigidi requisiti ora richiesti, e il ricalcolo per tutti della pensione con il sistema contributivo. Quest'ultimo scenario è visto favorevolmente anche da Tito Boeri, presidente dell'Inps. In buona sostanza il congedo in anticipo verrebbe permesso in cambio di una parte dell'assegno. Per lo Stato si tratterebbe di risparmiare un bel po' di quattrini, ma come metterla con la necessità di molta liquidità immediata nel caso di in cui molti volessero approfittare di questa opportunità?

Più genericamente, secondo il ministro dell'Economia, "non c'è nulla di male a esaminare possibili correttivi che riguardano individui che si trovano vicini alla pensione ma con una prospettiva occupazionale difficile", ma "va considerato naturalmente che questo ha un costo e l'equilibrio di finanza pubblica deve essere mantenuto". A ogni modo, appare difficile prevedere l'introduzione di cambiamenti già nella prossima manovra finanziaria.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il