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Novità e ultime notizie pensioni nuovi dettagli e piani inediti trapelati ancora. Per chi, come e quando

Il governo non ha ancora trovato la via d'uscita per modificare le pensioni nel segno della sostenibilità sociale ed economica.




Il tira e molla sulle pensioni passa per le novità delle tante proposte sin qui avanzate. Quello della previdenza è un cantiere aperto e, come dimostrato dalle ultime notizie, non c'è ancora una direzione sicura. Le ipotesi che stanno passando su banchi del governo sono numerose, come quella che immagina di applicare una penalizzazione per ogni anno di ritiro anticipato rispetto ai requisiti richiesti dall'attuale legge previdenziale, ma compensata da una sorta di prestito previdenziale da restituire integralmente e a piccole rate. Se ne saprà di più nei prossimi giorni quando si capirà se le richieste del premier di rendere il sistema meno rigido troveranno accoglimento.

Il Ministero dell'Economia sta infatti frenando sulla possibilità di mettere mano sulle pensioni, rispetto a cui, ha argomentato il suo numero uno "è fondamentale non deragliare da un principio fondamentale: vanno legate le prestazioni pensionistiche alla durata del tempo di lavoro e alla aspettativa di vita". Diverso è il caso dell'Inps, la cui nuova gestione apre le porte al ricalcolo dell'assegno per tutti con il metodo contributivo ovvero sulla base dei contributi realmente versati e non della media delle retribuzione degli ultimi anni. Lo Stato riuscirebbe a risparmiare una spesa in previdenza tra il 20 e il 30% ma avrebbe problemi di liquidità nel caso di accettazione di massa di questa possibilità.

Rimangono poi sul tavolo delle discussioni il disegno di legge per permettere il congedo a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazione massima dell'8%, a firma di Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera dei deputati, così come quella di applicare quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione. In ballo ci sono anche le cosiddette mini pensioni: si tratta di un vero e proprio prestito previdenziale per chi, disoccupato ma a pochi anni dalla maturazione dei requisiti per il congedo, si trova senza stipendio e senza assegno previdenziale. Tuttavia, difficilmente queste misure troveranno spazio nella prossima manovra finanziaria.

Il governo è poi alle prese con il reperimento di risorse per la nuova salvaguardia degli esodati, anche se secondo le organizzazioni sindacali, che sono sul piede di guerra, i risparmi sulle risorse stanziate non sono stati certificati. A detta del ministro dell'Economia, anche se lo fossero, non potrebbero essere utilizzati in anni successivi senza na espressa ed esplicita disposizione normativa. Se sembra confermata l'intenzione di non fare con la manovra finanziaria modifiche all'attuale legge previdenziale per introdurre ulteriore flessibilità ed evitare nuovi oneri rilevanti e strutturali, l'esecutivo si impegna ad affrontare le situazioni di disagio che si dovessero verificare.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il