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Pensioni ultime notizie ancora nuovi piani e dettagli emergono inediti per pensioni vecchiaia, anzianità, precoci, usuranti

Per cambiare le pensioni in Italia occorre un'adeguata copertura economica. Il governo esamina le tante ipotesi fin qui avanzate.




Sono numerose le proposte allo studio del governo per modificare il sistema delle pensioni. Di novità su pensioni vecchiaia, precoci, anzianità e usuranti c'è solo l'imbarazzo della scelta. Il punto è che non è stata ancora individuata la strada migliore ovvero quella in grado di essere sostenuta dai conti pubblici italiani e di accontentare la volontà di cambiamento. Anche le ultime notizie sulla proposizione di un sistema ibrido che contempli le penalizzazioni nel caso di ritiro con qualche anno di anticipo e un prestito a mo' di compensazione, fanno fatica a farsi largo a Palazzo Chigi, così come l'applicazione del sistema di calcolo con il contributivo per tutti: lo Stato non avrebbe la liquidità immediata per far fronte a un numero eccessivo di richieste.

E così restano ferme al palo anche la possibile introduzione della cosiddetta quota 100 ovvero della somma di età anagrafica e di anni di contribuzione da raggiungere per accedere al trattamento previdenziale, l'introduzione della staffetta generazionale attraverso il part time ovvero una forma graduale e moderata di ricambio per rilanciare occupazione, competitività e produttività, la previsione di aprire le porte della pensione a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazione massima dell'8% in caso di uscita anticipata, l'assegno universale per i più indigenti. Si tratta di soluzioni prese in esame ma mai veramente immaginate nella prossima manovra finanziaria per l'assenza di coperture economiche.

Già, perché nessun cambiamento delle pensioni è possibile senza una stabilizzazione ovvero una crescita dei conti pubblici. Il governo è intenzionato ad andare avanti sul percorso della riduzione del debito e più volte il ministro dell'Economia ha sottolineato la necessità di non prescindere da questa via, che non può essere alternativa a quella della crescita e di una maggiore flessibilità. "Non ci sarà nessuno sforamento dei conti. Faremo una manovra da quasi 27 miliardi di euro", ha aggiunto recentemente il premier, ospite a Otto e mezzo su La7. E l'ottimismo riguarda anche le stime del Pil che potrebbero essere rialzate dallo 0,7% allo 0,9%. La stima potrebbe portare fino a una maggiore disponibilità finanziaria di quasi 2 miliardi di euro, stando alle previsioni del Tesoro.

Una timida apertura è di recente arrivata via Twitter dal ministro dell'Economia: "Sono possibili correttivi per chi è vicino ai requisiti ma in difficoltà con il lavoro". Ma siamo ancora lontani dall'introduzione di cambiamenti profondi e incisivi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il